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Mani contro la rabbia

· ​Rileggendo l’autobiografia di Helen Keller ·

Helen Keller con Eleanor Roosevelt

«I fallimenti che derivavano dall’impossibilità di farmi capire erano invariabilmente seguiti da accessi di rabbia. Sentivo come se delle mani invisibili mi trattenessero e facevo sforzi convulsi per liberami. (...) Dopo un po’ il bisogno di un qualsiasi mezzo di comunicazione divenne talmente urgente che le crisi divennero giornaliere, a volte si verificavano ogni ora». Lo scrive Giulia Galeotti aggiungendo che è soprattutto questa rabbia sorda e disperata per l’incapacità di dialogare con il mondo circostante a colpirci mentre leggiamo The Story of my Life, l’autobiografia in cui la statunitense Helen Keller — sorda e cieca dall’età di 19 mesi per una malattia mai diagnosticata (probabilmente varicella o morbillo) — si racconta dall’infanzia all’università. Uscito per la prima volta nel 1903 e tradotto in italiano già nel 1907, il libro è stato ripubblicato per i tipi delle edizioni e/o con il titolo Il silenzio delle conchiglie (Roma, 2014, pagine 141, euro 14).

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20 marzo 2019

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