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​A Manafort
la condanna più severa
del Russiagate

Paul Manafort, che ha svolto il ruolo di capo della campagna elettorale di Donald Trump, è stato condannato da un giudice federale della Virginia a tre anni e undici mesi di carcere. I capi di imputazione sono otto, in relazione ai reati di frode fiscale e bancaria, nell’ambito del processo scaturito dal caso chiamato Russiagate pure avendo l’inchiesta elementi penali legati a eventuali collusioni con Mosca.

Manafort è accusato di aver occultato i pagamenti per il suo lavoro di lobbista «non registrato» in Ucraina e per aver gonfiato il valore dei suoi asset nelle richieste di prestiti. In sostanza, secondo i giudici, Manafort, che ha quasi settant’anni, negli anni aveva creato un sistema per depositare su conti esteri i milioni di dollari che aveva guadagnato in consulenze per politici stranieri, soprattutto russi, mentendo alle banche americane sulla sua reale ricchezza. Manafort, che è arrivato in tribunale su una sedia a rotelle con l’uniforme verde dei detenuti, rischiava da 19 a 24 anni. Oltre alla pena detentiva, cui verranno scalati i nove mesi che ha già passato in prigione, Manafort è stato condannato a pagare 25 milioni di dollari in restituzioni e 50.000 dollari di multa.

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25 aprile 2019

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