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Malgrado il califfo

· ​La Rotonda del Santo Sepolcro ·

La tomba di Cristo, o meglio il sepolcro intercettato, tra il 325 e il 326, da Costantino è oggi conservato sotto la Rotonda del Santo Sepolcro, ma all’interno delle mura di Gerusalemme. Costantino, dunque, liberò dalla roccia circostante la tomba ricavata nell’altura prospiciente il Golgota e la rivestì di marmo, creando un piccolo ambiente prezioso.

Modellino dell’Edicola  del Santo Sepolcro  di Gerusalemme  (Atene, Museo Benaki)

Lo scrive Fabrizio Bisconti agguingendo che la ricerca e la monumentalizzazione costantiniana del sepolcro di Gesù sono state trasmesse da Eusebio di Cesarea che, tra il 337 e il 340 descrive i lavori promossi, per liberare l’orlo del Golgota dagli edifici pagani del Capitolium, concepito da Adriano che, tra il 130 e il 131, fondò la colonia Aelia Capitolina sulle rovine della città distrutta nel 70. I lavori adrianei, secondo le fonti di parte cristiana, erano finalizzati a obliterare i luoghi della crocifissione e della sepoltura del Cristo, l’intera area era stata ricoperta con una grande quantità di terra e lastricata di pietra, proprio in corrispondenza della “grotta sacra”, cioè del Santo Sepolcro, laddove Adriano eresse un tempio dedicato ad Afrodite (Vita di Costantino III, 26).

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25 maggio 2019

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