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In Malawi
va difesa la libertà

· ​L’episcopato sul difficile periodo legato alla campagna elettorale ·

Forte preoccupazione è stata espressa nei giorni scorsi dalla Chiesa in Malawi. Nel paese africano si sono verificati episodi di violenza che hanno messo rischio la sicurezza della popolazione in un clima già acceso a causa della campagna elettorale in corso. «L’attuale ondata di violenza politica — si legge in un messaggio diffuso in questi giorni dalla Commissione episcopale Giustizia e Pace — sta determinando una situazione preoccupante che potrebbe rendere caotica la gestione del voto e far precipitare il Malawi in gravi disordini civili».

I presuli ribadiscono che «la violenza politica non ha posto in nessuna società democratica e coloro che la orchestrano e la perpetrano spudoratamente devono essere condannati nei termini più forti possibili e rispondere di fronte alla legge, chiunque essi siano».

La Commissione Giustizia e Pace condanna, quindi, «l’incendio e la distruzione di materiale elettorale, il pestaggio e l’intimidazione dei membri dei partiti politici dell’opposizione, la diffusione di discorsi incitanti all’odio e alla discriminazione, le molestie nei confronti di giornalisti e l’impedimento agli oppositori politici di partecipare a funzioni o eventi dello Stato. Tutte azioni che sono contrarie alle aspirazioni dei cittadini del Malawi quando votarono a favore della democrazia multipartitica nel referendum del 1993».
Giustizia e Pace in particolare condanna con la massima fermezza l’aggressione, avvenuta 16 gennaio scorso, di Bon Kalindo — deputato del partito d’opposizione United Transformation Movement (Utm) — caompiuta da presunti appartenenti al Democratic Progressive Party (Dpp), il partito di governo. L’organismo episcoaple ha chiesto al capo dello Stato Peter Mutharika, che è anche il presidente del Dpp, di condannare fermamente e apertamente la violenza politica e ha invitato tutti i leader dei partiti politici a far sì che propri simpatizzati evitino di usare un linguaggio incendiario e di incitamento all’odio per prevenire la violenza politica. Le elezioni presidenziali e parlamentari si terranno il 21 maggio prossimo.

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