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Mai più un giorno senza pace

· Visita in Siria dell’arcivescovo Vasil’, segretario della Congregazione per le Chiese orientali ·

Papa Francesco ha espresso la sua vicinanza spirituale a tutti i siriani che soffrono: alle famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro case, a quanti sono stati rapiti (in particolare ai due metropoliti dei quali, ormai a distanza di quasi due anni, non si conosce ancora la sorte), alle mamme che piangono i loro figli, a quanti soffrono la fame, sono disperati e non vedono più avvenire per la loro patria. A farsi portavoce di questa solidarietà è stato l’arcivescovo Cyril Vasil’, segretario della Congregazione per le Chiese orientali, che dal 13 al 18 marzo ha compiuto una visita in Siria.

Tra i vari incontri in programma, particolarmente significativa è stata la veglia di preghiera per la pace, svoltasi, lunedì 16 marzo, nella cattedrale patriarcale melkita di Damasco. In quell’occasione, l’arcivescovo, rivolgendosi ai vescovi cattolici e ortodossi presenti insieme con alcuni sacerdoti e molti fedeli, ha assicurato che il Papa «non vi dimentica mai». Anzi, egli «fortifica la vostra fede, la vostra speranza e il vostro amore con la sua preghiera incessante e la tenerezza con la quale vi abbraccia».

La Siria, ha ricordato monsignor Vasil’, «entra adesso nel suo quinto anno di guerra». Ma, ha aggiunto, «non accettiamo che questa guerra possa durare ancora a lungo. Ogni giorno è un giorno di troppo, ogni morto è uno di troppo». Nonostante la drammatica situazione, l’arcivescovo ha voluto trasmettere un messaggio di fiducia. «Noi cristiani — ha detto — abbiamo la vocazione di essere, malgrado tutto, dei messaggeri di speranza, grazie allo Spirito Santo che abita nei nostri cuori e che ci dà la forza di seguire nostro Signore nella sofferenza e nella gloria della vita nuova». Infatti, in un mondo sempre più «dilaniato, siamo dei veri ponti di riconciliazione». In particolare, «non dimentichiamo le vittime e siamo vicini a quanti piangono dei membri delle loro famiglie. Crediamo fermamente che il loro sangue è semente di fede».

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27 giugno 2019

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