Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Mai più guerra tra fratelli

· All’arrivo nella capitale del Paraguay Papa Francesco invita a uscire dalla logica della conflittualità per promuovere il dialogo e la collaborazione ·

«Mai più la guerra tra fratelli». Appena giunto in Paraguay, Paese che nella sua storia recente «ha conosciuto la sofferenza terribile dello scontro fratricida», il Papa ha invitato a non dimenticare la memoria del passato e a liberarla dalla zavorra dell’odio e della vendetta per costruire un futuro di pace. Una pace «del giorno per giorno» — l’ha definita con un’espressione efficace — che si realizza a partire dalla vita quotidiana «evitando gesti arroganti, parole offensive, atteggiamenti prepotenti, e promuovendo invece la comprensione, il dialogo e la collaborazione».

Alle autorità paraguayane — incontrate ad Asunción nel pomeriggio di venerdì 10 luglio, subito dopo l’arrivo — il Pontefice ha rivolto parole di incoraggiamento per i «progressi» realizzati «nella costruzione di un progetto democratico solido», esortandole a «continuare a lavorare» per promuovere il bene comune, la cultura dell’incontro, il rispetto delle differenze. «La misura del modello economico — ha affermato — dev’essere la dignità integrale della persona, soprattutto la persona più vulnerabile e indifesa».

E a quanti vivono l’esperienza dell’esclusione e del degrado nella drammatica realtà del carcere Francesco ha voluto riservare uno dei momenti più eloquenti del suo viaggio. Prima di lasciare la Bolivia, il Papa si è recato al carcere di Palmasola, nei pressi di Santa Cruz, dove ha incontrato un gruppo di detenuti. «Quello che sta davanti a voi è un uomo perdonato, un uomo che è stato ed è salvato dai suoi molti peccati» ha scandito di fronte ai carcerati, ricordando che la pena detentiva deve mirare al reinserimento sociale e non calpestare la dignità delle persone.

Il discorso nel carcere boliviano di Palmasola 

Il discorso alle autorità civili 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE