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Mai più gli orrori della guerra

· All’udienza generale dedicata alla famiglia il nuovo appello del Papa ·

Fermare le persecuzioni dei cristiani, la follia distruttiva e il traffico delle armi

«Mai più la guerra!» ha ripetuto Papa Francesco ricordando la conclusione del secondo conflitto mondiale ed esprimendo l’auspicio che «il mondo di oggi non abbia più a sperimentare gli orrori e le spaventose sofferenze di simili tragedie». 

All’udienza generale di mercoledì 2 settembre, in piazza San Pietro, è risuonato il nuovo appello di pace del Pontefice, che è tornato a condannare «la follia della distruzione» e ha rivolto un pensiero particolare ai cristiani e alle minoranze vittime di persecuzioni in diverse parti del mondo. Da Francesco anche un severo monito contro «quelli che fabbricano e trafficano le armi, armi insanguinate, armi bagnate del sangue di tanti innocenti».

In precedenza il Papa si era soffermato sulla responsabilità della famiglia nell’ambito dell’evangelizzazione e della comunicazione della fede, sottolineando che «la circolazione di uno stile famigliare nelle relazioni umane è una benedizione per i popoli: riporta la speranza sulla terra». Quando infatti «gli affetti famigliari si lasciano convertire alla testimonianza del Vangelo, diventano capaci di cose impensabili, che fanno toccare con mano le opere di Dio, quelle opere che Dio compie nella storia».

Per Francesco «la famiglia che risponde alla chiamata di Gesù riconsegna la regìa del mondo all’alleanza dell’uomo e della donna con Dio». E se «il timone della storia» venisse «consegnato finalmente all’alleanza dell’uomo e della donna» — si è detto convinto — «suonerebbe una musica molto diversa» su temi come la terra, la casa, l’economia e il lavoro. Da qui l’invito a ridare protagonismo alla famiglia nella Chiesa e nella società, anche per «contrastare la desertificazione» che avanza nella civiltà moderna. «Le nostre città — ha fatto notare in proposito il Papa — sono diventate desertificate per mancanza d’amore, per mancanza di sorriso. Tanti divertimenti, tante cose per perdere tempo, per far ridere, ma l’amore manca». Invece «il sorriso di una famiglia è capace di vincere questa desertificazione delle nostre città. E questa è la vittoria dell’amore della famiglia». La raccomandazione del Pontefice è di «uscire dalle torri e dalle camere blindate delle élites, per frequentare di nuovo le case e gli spazi aperti delle moltitudini, aperti all’amore della famiglia».

Al termine dell’udienza, nel salutare un gruppo di operai toscani, Francesco ha invocato «una rapida ed equa soluzione» alla crisi occupazionale «nel rispetto dei diritti di tutti.

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25 aprile 2019

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