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Mai più detenuti per un sogno

· L’episcopato statunitense contro la carcerazione di famiglie migranti ·

È stata accolta con soddisfazione dall’episcopato statunitense la sentenza del 24 luglio scorso della Federal District Court della California, che dispone la liberazione delle famiglie di migranti irregolari provenienti dall’America Centrale e detenute in alcuni istituti dello Stato. 

Il vescovo Eusebio L. Elizondo, presidente della commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, ha diffuso una dichiarazione nella quale afferma di accogliere «con favore» la decisione della corte ed esorta l’amministrazione «ad agire in tempi rapidi», evitando di presentare ricorsi contro la sentenza, giacché fare appello non farebbe che prolungare «una politica sbagliata e ingiusta», un trattamento quasi da criminali ai danni di questa «popolazione vulnerabile».

Attualmente la politica di detenzione di queste famiglie (spesso giovani madri con bambini) viene attuata come mezzo per scoraggiare altre famiglie a migrare verso gli Stati Uniti. Ora la Corte ha deciso che la detenzione di famiglie viola la giurisprudenza introdotta con il caso Flores vs Reno, in base alla quale i figli di condannati devono essere liberi dalla detenzione o in alcuni casi tenuti in contesti meno restrittivi. Il giudice Dolly Gee ha aggiunto che in ottemperanza al provvedimento, l’amministrazione deve liberare i figli assieme ai genitori, indipendentemente dalle responsabilità penali di questi ultimi. Lo scorso aprile l’arcivescovo di San Antonio, monsignor Gustavo Garcia-Siller, il vescovo di Laredo, monsignor James Anthony Tamayo, e monsignor Elizondo avevano visitato le famiglie detenute presso l’istituto di Dilley (Texas) e avevano chiesto di porre fine a questa prativa, suggerendo altre soluzioni al problema.

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20 agosto 2019

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