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Mai mediocri
mai superficiali

· A padre Nicolás la gratitudine della congregazione generale dei gesuiti ·

«Ci ha esortato a non essere gesuiti “distratti”, ma a “sentire e gustare le cose interiormente”, ad andare al centro dei problemi, delle sfide apostoliche del nostro tempo, usando l’intelligenza, lo studio e il cuore per guardare il mondo con gli occhi di Dio, per saper condividere le gioie e le angosce, gli interrogativi dei nostri fratelli e sorelle, accompagnarli a cercare e trovare i segni della presenza e della volontà di Dio, i movimenti dello Spirito al di sotto della crosta superficiale, della figura esteriore di questo mondo globalizzato e frenetico, caratterizzato dalla nuova cultura digitale». È uno dei passaggi più significativi del discorso di ringraziamento a padre Adolfo Nicolás Pachón, preposito generale dimissionario della Compagnia di Gesù, tenuto lunedì scorso da padre Federico Lombardi.

Lombardi, che ha parlato in veste di assistente ad providentiam del superiore generale, ha sottolineato due parole — universalità e profondità — pronunciate spesso da Nicolás Pachón nel corso del suo mandato: «Lei ci ha continuamente ricordato la prospettiva universale della nostra missione, al di là dei confini ristretti delle regioni, delle nazioni o delle Province, e ci ha invitati alla profondità spirituale, a evitare i rischi della mediocrità e della superficialità», ha osservato padre Lombardi, sottolineando anche lo stile personale del gesuita spagnolo caratterizzato da «cordialità, spontaneità e semplicità di tratto, accessibilità».

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19 settembre 2019

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