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Maestro di umiltà

· Da ebrei e musulmani rispetto per la scelta del Papa ·

Un maestro rimane un maestro, anche se non esplica più il suo compito per motivi di età; e ha il diritto di essere pienamente rispettato, anche se non è più in grado di insegnare. Parole del presidente dell’Assemblea rabbinica italiana, rav Elia Richetti, che riassume le reazioni della comunità ebraica alla rinuncia di Benedetto XVI al pontificato, parlando di sorpresa, emozione, smarrimento, profondo rispetto. Rispetto, soprattutto, «per una scelta che è sicuramente di grande coraggio sia per il fatto che è una decisione storica sia per le implicazioni più a livello umano, perché si tratta di riconoscere e di mettere anche in piazza il fatto che il Papa sente il peso degli anni e della salute». Per Richetti — che ha ricordato le visite di Benedetto XVI ad Auschwitz e al Muro del Pianto e le affermazioni inequivocabili con le quali ha preso netta distanza da qualsiasi posizione anti-ebraica — Papa Ratzinger «si è confermato come un grande fautore di corretti rapporti e di rispetto reciproco fra le religioni». La notizia delle “dimissioni del Papa” ha colpito anche il mondo musulmano. Per Din Syamsuddin, presidente di Muhammadiyah, con 29 milioni di aderenti la seconda organizzazione islamica dell’Indonesia (il Paese a maggioranza musulmana più popoloso al mondo), questa decisione «merita profondo rispetto e apprezzamento», come ha affermato commentando la scelta del Papa, da lui incontrato personalmente più volte nel contesto di eventi volti a promuovere il dialogo interreligioso. L’immagine è di «un grande Pontefice che con coraggio e tanta buona volontà voleva creare armonia e buone relazioni con il mondo musulmano, un proposito che dobbiamo raccogliere e rafforzare nel futuro».

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15 novembre 2019

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