Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Maestro
di preghiera

· Un libro su padre Henri Caffarel ·

«Datemi un uomo di preghiera e questi sarà capace di tutto». Sono parole di san Vincenzo de’ Paoli che si addicono perfettamente al padre Henri Caffarel (1903-1996), fondatore delle Équipes Notre-Dame e della casa di preghiera di Troussures, secondo Jacques Gauthier, autore del prezioso profilo biografico-spirituale che esce il 3 novembre nelle librerie francesi (Henri Caffarel Maître d’oraison, Paris, Les Éditions du Cerf, 2017, pagine 160, euro 14). Come osserva nella prefazione il domenicano Paul-Dominique Marcovits, postulatore della fase diocesana della causa di beatificazione, per comprendere la chiave del ministero di padre Caffarel occorre considerare l’unione inseparabile tra amore coniugale e orazione. «Se Dio è la sorgente dell’amore, se il suo amore s’incarna nell’amore umano, non si può mai smettere di rivolgersi a Lui. Ecco perché la preghiera interiore e silenziosa chiamata orazione è così importante per il padre Caffarel» (p. 8).

Nel primo capitolo del volume, dedicato ai punti di riferimento biografici, l’autore delinea il profilo del padre Caffarel — il «mendicante di Dio», uomo dell’orazione e maestro di preghiera — «attraverso la sua vita donata, i suoi scritti ardenti, la sua ricerca di Dio, il suo attaccamento a Cristo» (p. 13). Infuocato dall’amore di Dio e per i fratelli, come chi si avvicina al fuoco e ne viene travolto, padre Caffarel non separerà la vocazione dalla missione, la contemplazione dall’azione, la preghiera dalla vita. La nostalgia del monastero trappista da cui si sentiva attratto lo accompagnerà lungo l’esistenza, per farne un prete atipico, senza parrocchia, ma incaricato dal vescovo di accompagnare i fidanzati e i giovani sposi nel cammino verso la santità.

Nel 1939 nascono così in Francia le Équipes Notre-Dame, si diffondono in Belgio nel 1946 e in Brasile nel 1949. Grazie al sostegno di Paolo VI, questo grande movimento di spiritualità familiare viene approvato dalla Santa Sede come associazione privata di fedeli, e oggi è presente in settanta paesi con circa 130.000 appartenenti. Crescita spirituale nel matrimonio e pratica della preghiera sono i cardini della vita di coppia, che è l’unione di due cercatori di Dio desiderosi di incontrarlo per essere meglio uniti. Ai gruppi delle Équipes Notre-Dame, ricevuti in udienza il 4 maggio 1970, Paolo VI esprimeva il proprio apprezzamento con queste parole: «Nel seno della grande Chiesa, questa piccola chiesa si conosce dunque per ciò che è veramente: una comunità debole, a volte peccaminosa e penitente, ma perdonata, in cammino sulla via della santità».

Nel 1973 padre Caffarel fonda la casa di preghiera di Troussures, vicino a Parigi, dove i cercatori di Dio possano sedersi davanti a Lui, per ascoltarlo, parlargli, amarlo. Laici e preti, celibi e coniugati, fratelli delle Chiese cristiane e non cristiani saranno i benvenuti alle “settimane di preghiera” in quest’oasi di pace. A 93 anni padre Caffarel muore e viene sepolto nel piccolo cimitero del villaggio, vicino alla sua casa di orazione. Il cardinale Lustiger lo chiamerà «profeta per il nostro tempo». La fase diocesana della sua causa di beatificazione si è conclusa il 18 ottobre 2014, nei giorni del sinodo straordinario sulla famiglia. Basta scorrere i venti punti in cui l’esortazione Amoris laetitia si riferisce alla preghiera in famiglia per riconoscere lo sguardo profetico del padre Caffarel: «È opportuno incoraggiare ciascuno dei coniugi a prendersi dei momenti di preghiera in solitudine davanti a Dio, perché ognuno ha le sue croci segrete. Perché non raccontare a Dio ciò che turba il cuore, o chiedergli la forza per sanare le proprie ferite e implorare la luce di cui si ha bisogno per sostenere il proprio impegno?» (227). La particolare attenzione alla famiglia cui il padre Caffarel ha dedicato il proprio ministero trova felice eco nella preghiera con la quale Papa Francesco ha accompagnato i due sinodi e che conclude la sua esortazione apostolica: «Santa Famiglia di Nazaret, rendi anche le nostre famiglie luoghi di comunione e cenacoli di preghiera, autentiche scuole di Vangelo e piccole Chiese domestiche».

Nel secondo capitolo, Gauthier approfondisce la pratica dell’orazione secondo la prospettiva di Caffarel. L’incontro con Cristo è una relazione d’amore che rinnova il cuore, libera dall’individualismo e introduce alla prossimità con i fratelli, specialmente i più deboli e sofferenti, perché è un atto ecclesiale, in cui la voce di ognuno si unisce al canto del grande coro (cfr. pp. 72-75). Nel terzo capitolo l’autore riassume i cinque suggerimenti del padre Caffarel per vivere l’orazione: voler pregare (la libera decisione), saper durare (stabilire un tempo quotidiano), cominciare bene (la relazione io-Tu), vivere nel proprio corpo («ostensorio dell’anima orante»), unirsi alla preghiera di Cristo (verso il Padre, nello Spirito). Il capitolo finale raccoglie i principali motivi di ispirazione della preghiera che padre Caffarel attinge da santa Teresa d’Ávila e da san Giovanni della Croce, e alcune note distintive su meditazione, preghiera silenziosa e contemplazione. Con questo prezioso libretto Jacques Gauthier ci comunica l’essenziale. Si rivolge a un pubblico differenziato — preti e laici, religiosi e religiose — perché la preghiera e l’orazione riguardano tutti. L’obiettivo non è dunque solo quello di far conoscere il padre Caffarel, ma soprattutto di favorire la crescita nella preghiera.

di Maurizio Gronchi

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE