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Maduro vieta
cortei e manifestazioni

· A quarantotto ore dalle elezioni per la costituente un altro giovane è stato ucciso durante le proteste in Venezuela ·

Il Venezuela si prepara a un fine settimana di grandissima tensione. A meno di 48 ore dal voto per la costituente deciso dal presidente Nicolás Maduro, si registrano disordini, manifestazioni e vittime. Ieri un giovane di vent’anni è morto durante gli scontri con le forze dell'ordine. È stata — secondo i calcoli dei media — la 106ª vittima dallo scorso aprile.

L’opposizione antichavista ha annunciato nuove mobilitazioni. Il governo ha risposto con la linea dura, vietando i cortei e minacciando arresti. Nelle strade la tensione non accenna a stemperarsi. Come detto, un manifestante ventenne è morto ieri durante scontri fra oppositori, agenti della guardia nazionale e i colectivos (gruppi vicini al governo) a Cabudare, nei pressi di Barquisimeto, capitale dello stato di Lara (centro-ovest del Venezuela). È stata la stampa locale ad anticipare la notizia, successivamente confermata dalla procura generale, che ha identificato la nuova vittima in José Miguel Pestano. Secondo le prime ricostruzioni, Pestano è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco al torace durante scontri contro la guardia nazionale. Con l’uccisione di Pestano diventano sette le persone uccise durante lo sciopero nazionale di 48 ore convocato mercoledì e giovedì dall’opposizione. Lo scontro istituzionale paralizza il paese. Maduro ha proposto all’opposizione di aprire un tavolo di dialogo, ma nello stesso discorso ha avvertito Freddy Guevara, il vicepresidente del parlamento, (controllato dall'opposizione) che «ha la sua cella pronta». Maduro ha minacciato arresti e vietato nuove manifestazioni. Nell’incontro di chiusura della campagna per le elezioni per l’assemblea costituente a Caracas, il leader chavista ha detto che l’opposizione deve «abbandonare la via insurrezionale» e «iniziare un dialogo prima della costituente». In caso contrario, «darò alla costituente tutti i poteri necessari per obbligare al dialogo nazionale di pace, con una legge costituzionale che obblighi le parti». Quanto allo sciopero nazionale, Maduro ha detto che «qui non c’è nessuno sciopero, c’è lavoro».

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12 dicembre 2019

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