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​Maduro si dice disposto
al dialogo

· Il Tribunale supremo di giustizia proibisce a Juan Guaidó di lasciare il paese ·

Il Tribunale supremo di giustizia a Caracas (Reuters)

Il presidente del Venezuela Nicolás Maduro è disposto a trattare. «Sono pronto a sedere a un tavolo negoziale con l’opposizione in modo da poter parlare a beneficio del Venezuela, della pace e del suo futuro», ha dichiarato all’agenzia di stampa russa «Ria Novosti». «Ci sono diversi governi, organizzazioni a livello globale, che stanno dimostrando la loro sincera preoccupazione su ciò che sta accadendo, hanno fatto appelli a favore del dialogo», ha aggiunto aprendo alla possibilità di una mediazione internazionale. Tuttavia Maduro ha rifiutato di anticipare le elezioni presidenziali mentre ha lasciato aperta la possibilità di elezioni parlamentari anticipate, ossia di un voto per il rinnovo dell’Assemblea nazionale. Nello stesso tempo il Tribunale supremo di giustizia (Tsj) ha proibito di lasciare il paese a Juan Guaidó, il presidente ad interim che ha assunto i poteri dell’esecutivo. Il presidente del Tsj, Maikel Moreno, ha annunciato inoltre il congelamento dei beni di Guaidó, come richiesto dal procuratore generale Tarek William Saab. Nella sua richiesta al Tsj, Saab ha sostenuto che l’indagine della magistratura ha individuato in Guaidó il leader delle proteste che «hanno comportato gravi danni alle famiglie venezuelane». Moreno in una dichiarazione rilasciata all’emittente televisiva pubblica, ha precisato che le misure restrittive saranno mantenute finché durerà l’inchiesta della Procura. Sulla questione è intervenuto il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, ribadendo che ci saranno «conseguenze serie» per chiunque tenti di colpire il presidente ad interim, del quale Washington per primo ha riconosciuto la legittimità. Sul terreno, intanto, la tensione sale. Nelle ultime ore episodi violenti contro la Chiesa locale si sono registrati a Maracaibo e a Colón. Lo ha detto l’arcivescovo José Luis Azuaje Ayala, presidente della Conferenza episcopale del Venezuela, precisando che non è la prima volta che si registrano fatti del genere.

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