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Maduro esclude
le dimissioni

· ​L’inviato degli Stati Uniti a Caracas per colloqui ·

Nicolás Maduro ha annunciato ieri che non ha nessuna intenzione di dimettersi dalla carica di presidente e ha invitato a Caracas per un incontro l’inviato degli Stati Uniti per il Venezuela Elliott Abrams. In una intervista rilasciata all’Associated Press, Maduro ha sottolineato che ci sono stati in questi giorni «colloqui distesi» tra funzionari dei due paesi a New York, precisando che il secondo dei due incontri segreti tra il suo ministro degli Esteri Jorge Arreaza e funzionari degli Stati Uniti si sarebbe svolto quattro giorni dopo le affermazioni di Abrams secondo le quali la stagione del dialogo con il governo di Caracas sarebbe ormai tramontata.

Pur continuando a criticare l’atteggiamento ostile del presidente degli Stati Uniti Donald Trump verso il suo governo, Maduro ha detto di avere ancora speranze di poterlo incontrare per risolvere lo stallo venutosi a creare dopo il riconoscimento da parte della Casa Bianca del leader dell’opposizione Juan Guaidó come presidente ad interim del Venezuela.

Da pare sua l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzya, ha affermato che Mosca è «molto preoccupata che qualche testa calda stia considerando un’azione militare contro il Venezuela» e che questo sarebbe «un pessimo sviluppo» della situazione. Parlando ai giornalisti nel quartier generale delle Nazioni Unite a New York, Nebenzya ha sottolineato che anche i paesi latinoamericani che sostengono l’opposizione a Maduro «sono categoricamente contrari a ogni azione militare e intervento in Venezuela», aggiungendo che gli aiuti umanitari inviati ai confini vengono utilizzati «come uno strumento del gioco politico», una provocazione che potrebbe «condurre a qualcosa di molto peggio». Intanto una parte degli aiuti umanitari stanno cominciando a entrare nel territorio venezuelano, scortati da indigeni dall’Amazzonia che li trasportano nelle loro imbarcazioni attraverso i fiumi Guainía, Orinoco e Atabapo.

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07 dicembre 2019

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