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Maduro azzera i poteri del parlamento

· Con un decreto la costituente assume le funzioni legislative in Venezuela ·

Si apre una nuova pagina nella lunga crisi venezuelana. Con un decreto, l’Assemblea costituente voluta dal presidente Nicolás Maduro ha azzerato ieri le competenze del parlamento, controllato dall’opposizione. La costituente si è assunta il potere di legiferare su temi di ordine pubblico, sicurezza nazionale, diritti umani, sistema socio-economico e finanze. Sarà dunque il vero organo legislativo del paese.

Un manifestante a Caracas  (Epa)

La decisione è stata annunciata dal presidente dell’assemblea, Delcy Rodríguez, nel corso di una sessione del nuovo organismo. Rodríguez aveva convocato alla riunione i membri della giunta direttiva del parlamento, i quali, come era prevedibile, non si sono presentati all’appuntamento. E pochi minuti prima che iniziasse la sessione hanno emesso un comunicato nel quale hanno lanciato un nuovo durissimo atto di accusa al presidente Maduro e alla sua costituente. Ma il governo non ha fatto alcun passo indietro: Rodríguez ha promulgato il decreto che, almeno sulla carta, prevede «una convivenza» tra i due organismi, costituente e parlamento. Quest’ultimo non viene sciolto ma il suo ruolo — stando al decreto — è estremamente limitato. Chi varerà i provvedimenti su materie fondamentali, come la sicurezza interna, i diritti umani e detterà le linee di politica economica e finanziaria saranno i 545 membri insediati due settimane fa, dopo quattro mesi di manifestazioni e scontri in tutto il Venezuela, con oltre 130 morti.

Intanto i paesi del mercato comune del Sud America (Mercosur), riuniti ad Asunción in Paraguay, hanno condannato l’«usurpazione» delle funzioni del parlamento venezuelano da parte della costituente, che hanno bollato come illegittima perché «convocata al di fuori dell’ordine costituzionale», si legge in un comunicato congiunto. «Con questa misura si restringe ancora di più lo spazio per la convivenza istituzionale in Venezuela e si aggravano i conflitti» aggiunge la nota.

Già alla fine del marzo scorso il Tribunale supremo di giustizia venezuelano (Tsj) aveva cercato di esautorare il parlamento. Il decreto, allora, fu subito revocato per l’intervento del procuratore generale Luisa Ortega Díaz che lo considerava incostituzionale. Ieri è stata diffusa la notizia secondo cui Ortega Díaz è fuggita in Colombia con il marito, il deputato Germán Ferrer, e alcuni membri della procura. In un video, l’ex procuratore generale ha detto che dispone di «prove su casi di corruzione legati alla multinazionale brasiliana Odebrecht che coinvolgono Maduro e il suo entourage». Il messaggio di Ortega Díaz è stato inviato al vertice dei capi delle procure del Sudamerica, che si è appena aperto a Puebla, in Messico. Nel video Ortega Díaz ha dichiarato che i vertici chavisti «sono molto preoccupati perché sanno che ho tutte le informazioni, i dettagli di ogni operazione e il nome di chi si è arricchito». 

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21 settembre 2019

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