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Maduro apre al negoziato

· Ma l’opposizione venezuelana resta scettica e chiede di discutere le condizioni ·

Dopo mesi di scontri, il presidente del Venezuela Nicolás Maduro si è detto disponibile a un confronto con l’opposizione. I colloqui, che «serviranno per la pace e la democrazia del Venezuela», avranno luogo nella vicina Repubblica Dominicana, si legge in una dichiarazione ufficiale. Il processo di mediazione è stato avviato dall’ex primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero e dal ministro degli esteri domenicano Miguel Vargas, nella speranza di avviare un cammino di riconciliazione nazionale. L’opposizione però resta molto scettica, critica Maduro per non aver rilasciato i prigionieri politici e chiede di discutere alcune precondizioni dell’avvio del confronto. L’ultimo tentativo di dialogo si è concluso nel 2016 senza portare a un accordo tra le parti. In dichiarazioni rilasciate a margine di un incontro a Parigi con il ministro degli esteri venezuelano, Jorge Arreaza Montserrat, il capo della diplomazia francese, Jean-Yves Le Drian, ha espresso soddisfazione nell’apprendere che il dialogo con l’opposizione riprenderà nella Repubblica Dominicana. «Spero si traduca molto presto in azioni concrete sul terreno», ha aggiunto. «La Francia, assieme all’Unione europea e i paesi latinoamericani, resta vigile» sulla situazione in Venezuela ma «è disposta ad accompagnare il dialogo, unica possibile via d’uscita alla crisi di cui il popolo venezuelano è la prima vittima», ha sottolineato Le Drian, precisando che quello con Montserrat è stato «un incontro franco e costruttivo». Sempre sul fronte internazionale Caracas ha reagito duramente alle accuse lanciate dall’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Zeid bin Ra’ad Al Hussein, secondo il quale negli scontri degli scorsi mesi il governo potrebbe aver «commesso crimini contro l’umanità». Intanto sul terreno la situazione rimane molto difficile. Tra aprile e luglio, durante le manifestazioni antigovernative 124 persone sono morte.

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