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Madrid non sarà un’esperienza come le altre

· A Oropa il cardinale Bertone presenta il significato della Giornata mondiale della gioventù ·

«Madrid non sarà un’esperienza come le altre. La Giornata mondiale della gioventù non è mai una semplice esperienza di massa, come i grandi raduni sportivi o musicali che vediamo spesso in televisione. Vi è qualcosa di profondamente diverso e bello». È un vero e proprio manuale spirituale, con tanto di istruzioni per l’uso, quello che il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, ha consegnato sabato 6 agosto ai tantissimi giovani della diocesi di Ivrea che hanno partecipato al pellegrinaggio notturno al santuario piemontese della Madonna di Oropa, e culminato proprio con il mandato per la Giornata di Madrid che si svolgerà dal 16 al 21 agosto. Una riflessione che da Oropa viene idealmente affidata a ogni giovane che sta per raggiungere la capitale spagnola.

È proprio ai giovani, con le loro famiglie e gli educatori, che il cardinale Bertone si è rivolto direttamente nell’omelia, suggerendo le coordinate per non perdere un’occasione così forte di maturazione e crescita. «Vi state preparando da tempo a vivere un’esperienza speciale: la Giornata mondiale della gioventù di Madrid. Alcuni di voi già hanno partecipato ad altre Gmg, come l’ultima a Sydney in Australia. Per molti altri, invece, quella di Madrid sarà la prima occasione di incontrarsi con una moltitudine di ragazzi e giovani di tutti i continenti, le lingue, le culture». Infatti, «non sarà un ritrovarsi da soli, tanti individui gli uni accanto agli altri, come spettatori di un grande evento. Saremo invece tutti insieme uniti al Papa, guida e segno visibile della comunione nella Chiesa. E Papa Benedetto non ci rivolgerà un semplice discorso come tanti altri, con uno sfondo sociale o politico. Il Papa vi parlerà, ci parlerà di Gesù e ci donerà la sua presenza, attraverso il Sacramento dell’Eucaristia. Ci indicherà la persona vivente di Gesù, ci chiamerà a stare con Lui, ad essere suoi amici e ci mostrerà la strada buona da seguire sul nostro cammino di vita per contribuire a trasformare il mondo».

Il cardinale ha quindi collocato la sua riflessione nel «contesto dell’odierno pellegrinaggio ad Oropa, nel giorno particolare in cui la liturgia ci invita a contemplare il mistero della trasfigurazione del Signore. È come se Dio stesso ci invitasse e guardare al di là del tempo presente e della storia, permettendoci, anche se per un breve istante, di vedere qualcosa della sua divinità nell’umanità di Gesù. Anche questa è un’esperienza unica e affascinante, al punto che lo stesso Pietro esclama stupito: è bello per noi Signore essere qui! Se vuoi farò qui tre capanne! L’evento della trasfigurazione, che i discepoli vivono accanto a Gesù, diviene un punto di nuovo inizio nel loro rapporto con il Signore.

Non possono ancora comprendere fino in fondo che la gloria di Gesù sarà intimamente unita alla sua passione di croce, ma possono intuire che la divinità del Padre si è fatta vicina a ciascuno di loro e che il Dio inaccessibile ed invisibile ora ha un volto ed una voce, quelli del Signore Gesù. La loro salita al monte della trasfigurazione, seguendo il Signore, ora diventa il cammino di ogni cristiano, di ciascuno di noi».

L’evento che racconta l’evangelista Matteo suggerisce alcuni spunti importanti anche per la Gmg di Madrid. Il mandato «è, infatti, un invito a mettervi in cammino, insieme a tutta la Chiesa, sulle orme di Gesù. Anche voi siete chiamati a salire sul monte alto della fede, dal quale si può guardare al mondo ed alla vita quotidiana con uno sguardo diverso e nuovo, riconoscendo nelle vicende di ogni giorno, a scuola, in famiglia, sul lavoro la presenza di Dio e del Vangelo».

«A Madrid — ha consigliato il cardinale ai giovani — avrete il tempo per fermarvi e per riflettere sulle grandi scelte della vita. So bene che nel cuore portate il sogno di un’esistenza pienamente vissuta, pienamente realizzata. So bene anche che la società di oggi è profondamente complessa, diversificata e, in alcuni casi, anche ostile alla fede. Per questo il mandato verso Madrid costituisce anche la proposta di un impegno forte e coerente al servizio del Vangelo. Siamo dunque invitati a fare nostre le parole chiave del Messaggio che il Papa ci ha indirizzato in preparazione alla Giornata della gioventù: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” ( Colossesi 2, 7)».

Un itinerario spirituale che non si percorre mai da soli e che ha un forte accento vocazionale. «Voi siete e sarete — ha spiegato — in cammino con tutta la Chiesa. Questa è l’altra grande esperienza di fondo che voi vivrete: essere parte di una Chiesa giovane, dinamica e gioiosa. Una comunità di cuori giovani che sanno dare tutto il meglio delle loro energie per un grande progetto di vita. Non abbiate paura di rispondere alla chiamata del Signore! Per alcuni di voi la Giornata di Madrid sarà forse l’occasione per scoprire la chiamata di Dio. Quante vocazioni al sacerdozio ed alla vita consacrata sono nate e cresciute durante le Gmg. Il Signore che vi conosce personalmente e vi ama, saprà anche indicarvi ciò che si attende da voi, dalla vostra amicizia, dalla vostra fede».

Il cardinale non ha fatto mancare neppure i consigli per vivere il dopo Madrid. «Quando la grande assemblea si sarà sciolta e voi tornerete alle vostre case, rimarrà la sola cosa che conta, la presenza di Gesù nella vostra vita. Vi sarete nutriti della sua Parola e dell’Eucaristia. Egli abiterà il vostro cuore come l’amico fedele che non delude. E proprio questo sarà il dono più bello che porterete con voi. Sarete chiamati e scendere da quell’alto monte, a ritornare alla vita di ogni giorno, ma con uno spirito diverso, rinnovato nella fede, con la gioia nel cuore ed il desiderio di crescere nel bene».

Un progetto che ha un compagno di viaggio d’eccezione nella persona del Papa. Ai giovani il cardinale Bertone ha portato «l’affetto, il saluto e l’incoraggiamento di Benedetto XVI che attende di incontravi tutti in Spagna. Il Papa vi invita a fare della Parola di Dio il punto di riferimento di questo vostro pellegrinaggio». E, come pensiero spirituale per il pellegrinaggio, ha riproposto loro le parole del Pontefice nell’Epifania di quest’anno, per dare il giusto orientamento verso Madrid, infondendo il senso autentico della speranza e della gioia: «È la Parola di Dio la vera stella, che, nell’incertezza dei discorsi umani, ci offre l’immenso splendore della verità divina.

Lasciamoci guidare dalla stella, che è la Parola di Dio, seguiamola nella nostra vita, camminando con la Chiesa, dove la Parola ha piantato la sua tenda. La nostra strada sarà sempre illuminata da una luce che nessun altro segno può darci. E potremo anche noi diventare stelle per gli altri, riflesso di quella luce che Cristo ha fatto risplendere su di noi».

«Vi ringrazio — ha concluso — dell’invito a farmi pellegrino insieme con voi ai piedi della Vergine di Oropa, alla quale si rivolgono da secoli le genti della nostra terra, presentando fiduciose alla Madre del Signore, le attese, le gioie e le fatiche delle famiglie, della comunità cristiana e della società intera».

Con il segretario di Stato hanno concelebrato, tra gli altri, monsignor Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea, che ha guidato anche il pellegrinaggio notturno con i ragazzi della diocesi dalla parrocchia di Andrate fino al santuario di Oropa, monsignor Gabriele Mana, vescovo di Biella, monsignor Alceste Catella, vescovo di Casale Monferrato e monsignor Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea.

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19 settembre 2019

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