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Mademoiselle Fifì

· Il racconto ·

C’è una tendenza antica, nella letteratura e nel cinema: quella di raccontare il mondo della prostituzione in modo romantico ed edulcorato. Uno scrittore che segue, invece, un percorso ben diverso è Guy de Maupassant, penna abilissima e puntuta nel denunciare ipocrisie e menzogne della borghesia francese del suo tempo. E così, molti dei suoi racconti hanno come protagoniste le prostitute, la cui vita è ritratta in tutta la durezza, l’umiliazione e l’emarginazione sociale dovuta alla loro condizione. Tra le altre storie dello scrittore che raffigurano, con onestà, questo mondo, si distingue — specialmente per il finale — Mademoiselle Fifì, racconto pubblicato per la prima volta nel 1882: tra le meschinità e l’inutilità della guerra, le dissolutezze e le vigliaccherie umane, si distingue Rachel, la prostituta ebrea, il solo personaggio in grado di incarnare l’onore francese, pur nella sconfitta. Per una volta tanto, la ragazza “perduta” si salva: e si salva grazie alle sue coraggiose, e scomode, scelte. (@GiuliGaleotti)

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15 dicembre 2019

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