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Madaya attende aiuti

· ​Incertezza sull’apertura del corridoio umanitario per la città siriana allo stremo ·

La popolazione di Madaya, la città siriana dove secondo l’Onu quarantamila persone rischiano la morte per fame, attende ancora l’apertura del corridoio umanitario che, nelle speranze del Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr), sarebbe dovuto essere operativo già da ieri. Fonti dello stesso Cicr hanno comunicato che l’avvio dell’operazione ha subito un rinvio, ma hanno aggiunto che forse già oggi la situazione si potrebbe sbloccare con il via libera al primo convoglio di alimenti e medicine. Come noto, nella città sono asserragliate milizie ribelli delle quali l’assedio delle forze governative non è riuscito finora ad avere ragione. Il portavoce in Siria del Cicr, Paweł Krzysiek, ha ricordato ieri come l’ultima volta in cui si è riusciti a introdurre alimenti a Madaya è stato lo scorso 17 ottobre: dopo si è intensificato l’accerchiamento delle forze governative. Secondo l’organizzazione Medici senza frontiere, almeno 23 persone sono morte di fame dal primo dicembre nell’ospedale cittadino in cui il suo personale presta assistenza. Sempre in Siria, secondo fonti dell’opposizione al presidente Bashar Al Assad, bombardamenti governativi nell’area di Ghuta (zona alla periferia sudorientale di Damasco che vede ancora attive le milizie ribelli) hanno provocato ieri almeno otto morti, compresi un bambino e una donna, e numerosi feriti, in larga parte in gravi condizioni.

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19 marzo 2019

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