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Una tradizione
di concordia e amicizia

· Il presidente francese Macron a San Giovanni in Laterano ·

Emmanuel Macron e Angelo De Donatis nel chiostro del Laterano (Vatican Media)

Una celebrazione tanto breve quanto intensa e carica di storia quella nel pomeriggio del 27 giugno nella basilica di San Giovanni in Laterano: dopo l’udienza papale la mattina in Vaticano, il presidente francese Emmanuel Macron ha preso simbolicamente possesso del suo stallo nella cattedrale di Roma e, dunque, del titolo di protocanonico d’onore. Una tradizione, che risale al re Enrico IV ma affonda le sue radici nel medioevo.

Ad accogliere il presidente nell’atrio della basilica è stato il vicario di Roma, arcivescovo Angelo De Donatis, con monsignor Louis Duval-Arnould, canonico francese, e una ventina di membri del capitolo. Presenti circa quattrocento persone, dopo la processione fino all’altare e un breve discorso di accoglienza del vicario, è iniziata la celebrazione con la lettura di un brano della lettera paolina ai Colossesi (3, 9-17), seguita da una preghiera di intercessione e il canto del Padre nostro.

Al termine della cerimonia il presidente Macron ha pronunciato un breve discorso. «Quando, dopo appena una settimana che sono diventato presidente della Repubblica francese il 14 maggio 2017 ho ricevuto la lettera che mi invitava a venire a prendere possesso del mio stallo di canonico d’onore di questo capitolo, ho deciso di accettare questo invito — ha raccontato Macron — perché appartiene a una tradizione di concordia, di amicizia tra la Francia e il Vaticano a cui sono molto legato». E «il ciborio di Carlo v, la statua di Enrico IV, il busto di Luigi XV sono tante illustrazioni di questa memoria della Francia in questa cattedrale di Roma» ha aggiunto.

Attraverso la presenza ieri in Vaticano, il presidente ha detto di voler sottolineare «la volontà della Francia di approfondire i rapporti di amicizia, di comprensione e di fiducia che intrattiene con la Santa Sede». Rapporti che «non sono semplicemente il frutto di una storia, il risultato di una storia, anche se questa storia è comunque singolare», e che oggi devono svilupparsi «ulteriormente per lavorare insieme a favore della pace a servizio del bene comune».

Dopo la cerimonia, Macron ha firmato nella cappella Colonna, dove gli è stata donata una copia della croce lateranense, i documenti per la presa di possesso dello stallo di canonico, e successivamente nel chiostro si è soffermato davanti alla statua bronzea di Enrico iv, primo protocanonico d’onore, collocata nel portico di Sisto v. Il capo di stato si è quindi recato al piano nobile del palazzo Lateranense per una visita alla Sala della conciliazione e alla Sala degli imperatori, seguita da un incontro con la comunità religiosa francese a Roma.

«Abbiamo appena avuto sotto gli occhi la statua di Enrico IV: un re che si è convertito e che ha espresso la volontà di riconciliazione in un momento in cui tutto era in frantumi in Europa, particolarmente in Francia, e tutti pensavano che fosse impossibile, tutti erano dubbiosi. Eppure lo ha realizzato» ha detto parlando a braccio il presidente francese. «Nel cuore stesso della Chiesa, nella più antica delle chiese d’Europa, gli è stato attribuito questo titolo, a lui che non era certo il migliore tra i cattolici, proprio perché ha accettato di far fronte a questa tensione» ha proseguito Macron. «Perché con l’editto di Nantes e la riconciliazione ha fatto per la Francia e per l’Europa la scelta di riconoscere una parte delle tradizioni che costituivano il suo regno e di accettare lo squilibrio storico, etico, di questa situazione» ha detto il presidente che ha poi ribadito «il legame un po’ particolare» tra Santa Sede e Francia, «frutto della nostra storia e anche pienamente compatibile con la Francia contemporanea». Un legame «compatibile, compresa la cerimonia che abbiamo appena vissuto, con la separazione tra Chiesa e Stato» ha sottolineato.

L’attribuzione del titolo di protocanonico d’onore al capo dello stato francese è una tradizione molto antica le cui radici non sono del tutto chiare, ha puntualizzato Macron, e che risale ufficialmente a Enrico iv, anche se già dal medioevo carolingi e capetingi avevano cercato di sviluppare i loro legami con la cattedrale del papa. In quell’epoca di guerre di religioni, in una Francia divisa tra cattolici e calvinisti, il capitolo lateranense svolse un ruolo importante nel negoziato diplomatico con il papa per ottenere l’assoluzione di Enrico iv, allora protestante, perché questo gli avrebbe consentito di diventare cattolico, re di Francia e di garantire la pace religiosa. In segno di ringraziamento, il sovrano decise che i proventi dell’abbazia benedettina di San Pietro di Clairac, nel sud della Francia, dovevano essere destinati al capitolo lateranense. Dal canto suo, il capitolo insignì il re del titolo di primo protocanonico d’onore.

Con la rivoluzione francese, Clairac venne distrutta ma il titolo rimase al capitolo lateranense per gli “eredi” dei re di Francia. Caduta in desuetudine, la tradizione di prendere possesso del titolo è stata ripresa nel 1957 dal presidente René Coty, primo capo di stato francese, dopo Carlo VII, in pieno Quattrocento, a recarsi a Roma in visita ufficiale dal papa. Da allora, nessun presidente ha rifiutato questo titolo onorifico. Non tutti, invece, hanno accettato la presa di possesso nella basilica, come è stato invece il caso ieri di Macron.

di Charles de Pechpeyrou

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