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​Macron risponde ai gilet gialli

· Annunciate misure volte a far crescere il reddito dei francesi ·

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato ieri sera una serie di misure volte a far crescere il reddito dei francesi, nella speranza di placare la collera dei gilet gialli, e ha altresì ammesso di non aver tenuto sufficientemente conto della gravità della crisi. 

In un discorso durato una quindicina di minuti, da molti considerato decisivo, il presidente ha garantito, per alleviare le sofferenze del popolo francese, la rapida applicazione di alcune misure rivendicate dai gilet gialli: lo stipendio minimo aumenterà di 100 euro al mese dal 2019, gli straordinari saranno defiscalizzati, le tasse sulla prima casa saranno cancellate e verrà annullata la contribuzione sociale generalizzata per i pensionati che guadagnano meno di 2000 euro al mese. Macron ha anche invitato le imprese a versare un «bonus» di fine anno, che sarà defiscalizzato. I dirigenti delle grandi società francesi devono pagare le loro imposte in Francia, ha poi proseguito il presidente, sottolineando la necessità di lottare contro l’evasione fiscale e le agevolazioni illecite.
Questo annuncio non è stato accolto positivamente da tutti i gilet gialli. Per i moderati, che non avevano partecipato alla manifestazione di sabato, si tratta di un inizio di dialogo, mentre per numerosi altri manifestanti, intervistati da reti televisive o in diretta sui luoghi di raduno, si tratta di mezze misure.
Dopo i numerosi appelli alle dimissioni del presidente scanditi nel corso delle manifestazioni sfociate nelle violenze che paralizzano la Francia da metà novembre, il presidente ha fatto un inedito mea culpa dicendo di comprendere la collera e la disperazione.
«Lo sforzo richiesto era troppo pesante e non era giusto» ha ammesso il presidente, che non ha mancato di assumersi le proprie responsabilità: «So che mi è capitato di ferire qualcuno di voi con le mie parole». Decretando «lo stato di emergenza economica e sociale», ha anche ricordato che si era presentato alle elezioni presidenziali nel 2017 proprio perché prevedeva l’imminenza di questa crisi.
Attraverso le numerose riunioni e consultazioni, che inizieranno al più presto, Macron lascia intendere che sta preparando una riforma profonda dello stato e si propone per realizzare una nuova operazione di cambiamento e trasformazione del paese. «Non riprenderemo il corso delle nostre vite come se nulla fosse cambiato», ha dichiarato solennemente il presidente, «stiamo attraversando un momento storico per il nostro paese».

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