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Macron cerca il dialogo
con i gilet gialli

· Ma assicura che nessuna azione illegale resterà impunita ·

Una delle scritte con cui i gilet gialli hanno imbrattato l’Arco di Trionfo a Parigi (Ap)

Dopo le violenze che hanno scosso Parigi e la Francia intera nella seconda giornata di mobilitazione di massa dei gilet gialli, il presidente Emmanuel Macron apre ai rappresentanti del movimento nato dalle proteste contro il caro benzina. In una riunione d'emergenza convocata all'Eliseo domenica mattina, Macron ha dato disposizione al premier Edouard Philippe di ricevere i leader dei gilet gialli e i capi dei partiti politici. Ha anche chiesto al ministro dell’interno, Christophe Castaner, di mettere a punto un dispositivo più efficace «di mantenimento dell’ordine pubblico in futuro» per far fronte a «manifestanti diventati sempre più violenti, mobili e organizzati». Macron ha quindi insistito sulla necessità che «nessuna delle azioni violente di sabato rimanga senza risposta giudiziaria».

Di ritorno dal g20 di Buenos Aires, poco prima del vertice all’Eliseo, il presidente Macron si è recato sui luoghi di Parigi devastati dalla protesta. In primis, ha fatto visita all’Arco di Trionfo, dove risiede la tomba del milite ignoto, imbrattato con scritte dai gilet gialli. Sull’altro fronte, quello della disponibilità al dialogo, c’è Jacline Mouraud, la 51enne bretone che è diventata una dei leader del movimento e ha confermato di essere stata contattata dall'ufficio del primo ministro, ma di essere «pronta ad andare a Matignon», la sede del governo a Parigi, solo a patto che l’esecutivo «ritiri l’aumento delle tasse sui carburanti dal primo gennaio». I gilet gialli, ha detto ancora Mouraud, «si incontreranno e si confronteranno» prima dell’eventuale colloquio con il premier, «ma il futuro del movimento sarà determinato dalle intenzioni del governo nei confronti del popolo. Sono loro che devono smorzare la situazione» ha dichiarato.

Intanto, la Francia è sotto choc. Il sabato nero di Parigi per la guerriglia innescata dai gilet gialli ha lasciato sul campo 133 feriti, 412 fermati, 378 persone ancora sotto custodia e una vittima. Un automobilista è infatti rimasto ucciso nella notte ad Arles, nel sud del paese, in un tamponamento provocato da un blocco stradale dei manifestanti su una strada provinciale. Si tratta della terza vittima dall’inizio del movimento, due settimane fa. Già sabato 24 novembre a Parigi c’erano stati 101 fermi e 24 feriti, tra cui cinque agenti.

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