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Macron a Capitol Hill

«Possiamo costruire un nuovo ordine globale con un nuovo multilateralismo». È un richiamo forte, senza giri di parole, quello espresso ieri dal presidente francese, Emmanuel Macron, di fronte al Congresso statunitense. Cinquantotto anni dopo il generale Charles De Gaulle, Macron ha sottolineato l’importanza del dialogo nelle relazioni internazionali, nel nome di un multilateralismo che «non mette in ombra le nostre identità nazionali; è esattamente il contrario. Dobbiamo continuare a lavorare insieme».

Al centro del discorso del capo dell’Eliseo, interrotto più volte dagli applausi, ci sono stati tre temi cruciali: la lotta al riscaldamento climatico, il rischio di una nuova guerra commerciale e l’accordo sul nucleare iraniano. Sul primo punto, il più delicato, Macron ha ribadito l’importanza dell’accordo di Parigi del 2015, dal quale invece il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato il ritiro unilaterale. «Abbiamo l’obbligo di dare ai nostri figli un pianeta vivibile. Sono sicuro che un giorno gli Stati Uniti torneranno a far parte dell’accordo di Parigi» ha detto il presidente francese. «Capisco — ha poi aggiunto — la preoccupazione di non voler danneggiare l’economia, ma possiamo trovare una transizione più morbida per le produzioni legate al carbone».

«Non abbiamo bisogno di una guerra commerciale che distrugga i posti di lavoro, alimenti l’inflazione e danneggi la classe media» ha spiegato Macron. La necessità di un nuovo multilateralismo è stata rivendicata anche nel passaggio sul commercio, tema “caldo” delle ultime settimane dopo la decisione di Trump di fissare dazi su diversi prodotti europei. C’è «comprensione» per le rivendicazioni di Trump, «ma gli squilibri e i contenziosi vanno discussi alla Wto» ossia l’organizzazione mondiale del commercio. «Siamo noi che abbiamo scritto queste regole, tocca a noi dar loro valore», ha aggiunto.

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25 agosto 2019

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