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​Machar è tornato a Juba

· Finito l’esilio del capo dei ribelli sudsudanesi ·

Dopo più di due anni di esilio, il capo dei ribelli sudsudanesi Riek Machar è arrivato questa mattina a Juba, nel Sud Sudan, per partecipare a una cerimonia che celebra la firma dell’accordo di pace per porre fine alla guerra civile che dura da cinque anni nel paese diventato indipendente nel 2011.

Riek Machar scende dall’aereo a Juba insieme a sua moglie (Reuters)

Proveniente da Khartoum, Machar è stato accolto all’aeroporto di Juba dal presidente Salva Kiir, il suo ex rivale. Il leader dei ribelli ha portato con sé una piccola delegazione ma nel suo seguito non c’è alcun addetto alla sua sicurezza, nonostante i timori per la sua incolumità. «Se dobbiamo consolidare la pace dobbiamo fidarci gli uni degli altri», ha detto un suo portavoce, Lam Paul Gabriel. Machar — che secondo questo accordo deve assumere di nuovo la sua carica di vicepresidente — non era più tornato a Juba da quando aveva dovuto lasciare in tutta fretta la capitale nel luglio del 2016 dopo violenti combattimenti tra le sue truppe e le forze governative.

L’accordo di pace è stato firmato da Kiir e Machar il 13 settembre ad Addis Abeba durante un vertice regionale dell’Autorità intergovernativa per lo sviluppo, l’organizzazione degli stati dell’Africa orientale che da diversi mesi lavora al rilancio del processo di pace. La firma è stata seguita da una stretta di mano tra i due politici, di fronte ai delegati e capi di stato dell’Uganda e del Sudan, con la presenza del primo ministro etiope Abiy Ahmed. «Il mondo ha lo sguardo rivolto verso di noi mentre i dirigenti sud- sudanesi si impegnano oggi a lavorare per la riconciliazione e per una pace duratura nel loro paese», aveva dichiarato il premier Abiy poco prima della cerimonia.

La storica firma arrivava dopo settimane di negoziati a Khartoum, in Sudan, su questioni in sospeso tra le varie fazioni.     

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