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Maastricht può attendere

· La riforma del patto Ue ·

L'Europa procede in ordine sparso nella ricerca di un'unità difficile e sempre da ridefinire. All'Ecofin riunitosi ieri e oggi a Bruxelles sono stati compiuti solo piccoli passi in avanti: l'intesa sul semestre europeo e quella sulla vigilanza finanziaria. Ma le posizioni sono ancora molto distanti su altri punti, come la tassa alle banche.

Il via libera ufficiale al semestre europeo è arrivato questa mattina. I ministri delle Finanze dei Ventisette Paesi dell’Ue riuniti a Bruxelles hanno approvato «modifiche al modo in cui viene applicato il Patto di stabilità e di crescita, in modo da permettere l’introduzione di un semestre europeo nell’ambito di una riforma delle norme Ue sul coordinamento di politica economica», si legge in un comunicato. L’introduzione del semestre «consentirà di controllare le politiche economiche e di bilancio dei Paesi membri durante un periodo di sei mesi ogni anno, a partire dal 2011, in modo da rilevare l’emergere di incoerenze e squilibri tra i Ventisette».

Sempre oggi, l'Ecofin ha approvato la riforma della vigilanza finanziaria che spetterà al Parlamento europeo rettificare. Da gennaio 2011, dunque, saranno operative le tre nuove autorità europee su banche, assicurazioni e mercati. Nascerà anche lo European Systemic Risk Board (Esrb) che, sotto la guida della Bce, dovrà vigilare e lanciare allarmi sui rischi per la stabilità.

Nessuna intesa, invece, è stata raggiunta sul fronte delle sanzioni. La Germania continua a premere sull'acceleratore del rigore. La Spagna, al contrario, sostiene che è inutile introdurre nuove multe. Le proposte sul tavolo sono tante: dalla cancellazione dei fondi strutturali alla sospensione del diritto di voto in seno al Consiglio. C'è poi il capitolo debito: molti Paesi chiedono l'instaurazione di una procedura d'infrazione. Sono allo studio strette sulle operazioni finanziarie più a rischio. Parigi e Berlino difendono l'idea di una tassa alle banche, che però trova ancora molte resistenze.

A ribadire l'importanza di rafforzare l'unità dell'Unione europea in un momento così delicato come quello attuale è stato il presidente della Commissione Ue, José Manuel Durão Barroso, nel suo discorso sullo Stato dell’Unione davanti alla sessione plenaria del Parlamento europeo, oggi a Strasburgo. «O nuotiamo insieme o affondiamo insieme», ha detto il presidente. Il 29 settembre la Commissione presenterà le sue proposte per una riforma della governance economica. Barroso ha già dichiarato di sostenere il progetto di una tassa sulle transazioni finanziarie. La partita è aperta.

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