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Non hanno bruciato la speranza

· Il vescovo Galantino alla fiaccolata anti-violenza a Cassano all’Jonio ·

«Se stiamo qui è per ritrovare la voglia di rimetterci in cammino, è per dire che, come non ha senso esaltarsi fino a perdere il senso della realtà, così non è possibile lasciare che bruci, come quei corpi carbonizzati che ho visto estrarre dalle lamiere domenica mattina, la voglia di continuare a camminare, a sperare e a sognare di tanta gente perbene». 

Sono le parole pronunciate dal vescovo di Cassano all’Jonio, Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), che venerdì sera ha guidato un momento di preghiera dopo la fiaccolata che si è snodata lungo le strade della cittadina in provincia di Cosenza, teatro, nei giorni scorsi, di un delitto efferato costato la vita a un bambino di soli 3 anni. Nicola “Cocò” Campolongo, è stato ucciso insieme con il nonno e a una giovane marocchina. Dopo il triplice omicidio, i corpi sono stati dati alle fiamme dentro un’automobile. Le indagini sull’accaduto sono ancora in corso.

La fiaccolata, alla quale hanno partecipato oltre un migliaio di persone, è partita da largo Cappuccini per concludersi in piazza Sant’Eusebio, davanti alla cattedrale. «La marcia di stasera — ha detto monsignor Galantino — vuol dire che qui a Cassano c’è gente che non la pensa assolutamente né come chi ha ucciso né come chi fa del malaffare il suo stile di vita», gente che invece «rivendica il diritto di vivere in maniera onesta».

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19 novembre 2019

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