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Lo sviluppo
richiede giustizia

· Appello di Caritas Internationalis in occasione della Conferenza dell’Onu ad Addis Abeba ·

«I governi devono impegnarsi a sostenere finanziariamente lo sviluppo dei Paesi poveri. Servono regole internazionali giuste e inclusive per permettere un’equa distribuzione delle risorse e scongiurare attività nocive da parte del settore privato»: è quanto sostiene il cardinale arcivescovo di Manila, Luis Antonio G. Tagle, presidente di Caritas Internationalis, in un appello diffuso in occasione della terza Conferenza delle Nazioni Unite sui finanziamenti allo sviluppo in corso, fino a giovedì 16, ad Addis Abeba.

Un appuntamento chiamato a determinare, ricorda il porporato, «il livello di impegno finanziario per combattere la povertà e le ineguaglianze nei prossimi quindici anni». Per questo motivo, viene sottolineato, «un fallimento ad Addis Abeba rischia di danneggiare la volontà politica della comunità internazionale prima di altre scadenze-chiave nel 2015».

Il rischio avvertito da Caritas Internationalis è che al vertice di Addis Abeba — fase finale di un meticoloso processo preparatorio iniziato nell’autunno scorso — prevalga la linea dettata dalle nazioni più forti e dai grandi potentati finanziari ed economici. Secondo l’organizzazione cattolica, infatti, nei documenti preparatori resta ancora enorme lo scarto tra gli obiettivi fissati e le soluzioni proposte per raggiungerli, che consistono nel dare più spazio ai grandi gruppi privati e nell’imposizione delle regole internazionali da parte dei Paesi più sviluppati. Le nazioni più ricche — si osserva — vogliono finanziare l’agenda dello sviluppo, affidandosi massicciamente al settore privato, attraverso incentivi, con il rischio di creare un’economia dominata dalla finanza che avrebbe conseguenze deleterie sui Paesi dove la regolamentazione bancaria è ancora debole.

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17 novembre 2019

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