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Ricordo di Julio Manzanares

Lo scorso 23 gennaio è morto a Salamanca, all’età di 85 anni, don Julio Manzanares, dopo una lunga e dolorosa malattia, accettata e vissuta con una dignità esemplare che può provenire solo dalla fede. In un testo breve come questo è impossibile descrivere in modo rigoroso tutti gli aspetti della sua vita e della sua opera. Cercherò quanto meno di trasmettere l’enorme ricchezza umana, spirituale, accademica e scientifica della sua figura, permeata dall’impronta della sua condizione sacerdotale, della sua vocazione docente e dal suo impegno con la Chiesa diocesana.

Don Julio Manzanares

Don Julio, nato a La Rioja nel 1932, è stato ordinato sacerdote nel 1955 e incardinato nella diocesi di Calahorra e La Calzada - Logroño, dove è stato canonico dottorale del capitolo della cattedrale. Ha compiuto studi filosofici e umanistici nel seminario diocesano di Logroño. Ha poi conseguito la laurea in teologia all’università di Comillas, il magistero in liturgia al Pontificio istituto Sant’Anselmo di Roma e la laurea e il dottorato in diritto canonico alla Pontificia università Gregoriana. La sua lunga carriera accademica si è svolta soprattutto presso la Pontificia università di Salamanca, nella cui facoltà di diritto canonico ha ottenuto la cattedra nel 1971 e ha ricoperto, per due volte, il ruolo di decano. Ha insegnato stabilmente “diritto del popolo di Dio” e “diritto della funzione docente e santificatrice della Chiesa”, ma in ogni corso ha anche offerto agli studenti seminari specializzati su diverse materie di attualità ecclesiale.
Nel 1998 è stato eletto, con ampia maggioranza, rettore dell’università, incarico di governo che ha svolto, con efficienza e con enorme sostegno affettivo da parte della comunità universitaria, fino al suo pensionamento nel 2002. In quell’occasione, noi docenti della facoltà di diritto canonico, abbiamo preparato un meritato omaggio e un volume in suo onore, Iuri Canonico Quo sit Christi ecclesia felix, con un prologo del suo confratello e amico, il cardinale Martínez Sistach, volume che raccoglie contributi di colleghi di diverse università.
Don Julio ha conciliato l’insegnamento a Salamanca con molte altre attività come professore, ricercatore e consulente. Impartiva in ogni anno accademico lezioni presso l’università Gregoriana, ma si recava spesso in altri paesi, soprattutto dell’America latina, per tenere corsi e conferenze in congressi e in altri incontri scientifici. In questo ambito ha realizzato un grande lavoro, presentando e spiegando i diversi contenuti del nuovo codice di diritto canonico del 1983, alla luce dei grandi principi ecclesiologici di comunione e missione, definiti dal concilio Vaticano II, materia di cui è stato un grande esperto, poiché ha saputo sapientemente estrapolare l’enorme ricchezza teologica dell’ecclesiologia conciliare e con essa illuminare la nuova canonistica.
Importante è stata anche la sua collaborazione come esperto consulente in organismi della Chiesa universale e particolare, tra i quali il Pontificio Consiglio per i testi legislativi, la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, la Congregazione per i vescovi e l’Istituto Paolo VI di Brescia. In Spagna va segnalato il suo ruolo come membro della Comisión Asesora de Libertad Religiosa del ministero di giustizia e soprattutto il suo lavoro come consulente dalla Giunta episcopale per gli Affari giuridici della Conferenza episcopale, dove ha svolto un importante ruolo nell’elaborazione dei primi decreti generali complementari al nuovo codice.
Si può giustamente dire che don Julio ha trasmesso in mezzo mondo la conoscenza e la comprensione del diritto della Chiesa. Noi che siamo stati suoi allievi possiamo testimoniare che è stato un grande professore, che aveva una straordinaria capacità di esposizione, semplice e precisa allo stesso tempo, e che trasmetteva il gusto per il diritto canonico e, con esso, l’amore per la Chiesa. Le pubblicazioni che ci ha lasciato, più di un centinaio, sono molto preziose e rinomate, non solo nell’ambito scientifico canonico ma anche tra i cultori dell’ecclesiologia conciliare e coloro ai quali è affidato ogni giorno il governo della Chiesa. I suoi numerosi lavori sulla configurazione giuridica, sulle competenze e i fondamenti dottrinali delle Conferenze episcopali, hanno fatto di lui un punto di riferimento in questa materia. Tra i suoi scritti spiccano anche quelli riguardanti la liturgia, il diritto sacramentale, il diritto parrocchiale, i diritti dei fedeli, con particolare attenzione ai laici, la libertà religiosa e altre questioni sui rapporti con gli stati. Note erano anche la sua conoscenza di Papa Paolo VI e l’ammirazione che nutriva per lui; passione che ha trasmesso e plasmato in diversi articoli.
Non posso concludere questo breve iter nella vita accademica di don Julio senza fare un piccolo accenno alla sua personalità umana e sacerdotale. Riprendendo le parole del cardinale Martínez Sistach, don Julio era uno «spirito aperto, avido di verità, lavoratore instancabile e sacerdote zelante».
Noi che lo abbiamo conosciuto da vicino, possiamo rendere testimonianza delle infinite virtù di cui dava prova nei molteplici campi che coltivò nella sua vita. Come sacerdote e canonista non solo amava la giustizia, ma la praticava anche con zelo in tutte le sue azioni e decisioni. Posso attestare che il suo sacerdozio lo contraddistingueva così tanto che non era necessario che indossasse l’abito ecclesiastico perché le persone comuni si rivolgessero a lui dicendogli: «Lei è un sacerdote, vero?»
Come uomo, alla sua presenza bella ed elegante si univa sempre un sorriso sincero. Si può dire che sorrideva persino quando stava o doveva stare serio, in modo da addolcire con la sua espressione anche i momenti difficili. I suoi modi con gli studenti e i colleghi erano squisiti. Personalmente, come una delle poche donne che hanno studiato e poi insegnato diritto canonico, l’ho sempre sentito come un padre e un maestro.
Concludendo, mi rimane l’esempio della sua fedeltà alla sua vocazione sacerdotale e docente. Nella mia mente resterà sempre impressa la sua immagine gentile e sorridente accanto a sua sorella Margarita, un angelo in carne e ossa che il Signore gli ha donato affinché lo accompagnasse nella sua lunga e feconda vita. Che Dio li ricompensi abbondantemente nella sua gloria.

di Miriam de las Mercedes Cortés Diéguez, Rettore della Pontificia università di Salamanca

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