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Ma gli Stati Uniti proseguono i rimpatri forzati

È stato rimpatriato in Honduras il primo gruppo di immigrati privi di documenti, tra cui diversi bambini, che erano giunti negli Stati Uniti nelle scorse settimane. Lo riferisce il dipartimento per la Sicurezza interna, la Homeland Security. Circa quaranta persone sono partite su un bus dirette all’aeroporto di Roswell, nel New Mexico, dal centro di detenzione di Artesia che era stato riadattato per ospitare donne e bambini entrati illegalmente nel Paese. 

Funzionari del dipartimento hanno dichiarato a una emittente televisiva che questa è stata solo «la prima ondata» di rimpatri. Altri immigrati saranno rimpatriati in Honduras, Guatemala ed El Salvador nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Secondo fonti dell’Honduras, da ottobre dell’anno passato fino allo scorso mese di giugno, sono entrati senza documenti negli Stati Uniti oltre 52.000 minori, per la maggior parte provenienti, oltre che dall’Honduras, dal Guatemala e da El Salvador. In mancanza dei fondi più volte auspicati dall’Amministrazione statunitense per garantire assistenza ai piccoli migranti, la risposta sembra, per il momento, il respingimento e il rimpatrio. Ma per quanto tempo una porta può restare chiusa?

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