Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Ma è cristiano chi accoglie lo straniero

· Wcc ed episcopato cattolico svizzero dopo il referendum sull’immigrazione ·

«La Svizzera ha bisogno di continuare a essere un luogo che accoglie lo straniero».

È quanto ha detto il segretario generale del World Council of Churches (Wcc), Olav Fykse Tveit, commentando i risultati del referendum «contro l’immigrazione di massa» che, domenica scorsa, con una maggioranza di poco più del 50 per cento, ha stabilito la reintroduzione nella Confederazione elvetica di tetti massimi per l’immigrazione di stranieri, cittadini dell’Unione europea, frontalieri e richiedenti asilo inclusi. Il leader dell’organizzazione ecumenica ha espresso solidarietà e vicinanza ai membri delle Chiese e delle comunità ecclesiali che, in vista della consultazione referendaria, si sono spesi per una posizione inclusiva.

Anche il portavoce della Conferenza episcopale svizzera, Simon Spengler, ha stigmatizzato il risultato del referendum, definendolo «una conseguenza di una campagna basata sulla paura mentale degli estranei». Per Spengler è importante ribadire l’arricchimento che viene alla società elvetica dagli immigrati, un dato che «viviamo ogni giorno nelle parrocchie».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE