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L’urgenza dell’umorismo

· Una nuova prospettiva per i cristiani ·

Certi complimenti fanno più male dei rimproveri. Così, quando qualcuno mi si avvicina dicendo: «Grazie per i suoi libri, lei mostra che i cattolici possono essere normali e avere senso dell’umorismo», sorrido educatamente ma dentro ribollo. 

Una vignetta di PrincessH pubblicata sul quotidiano  «La Croix» del 4 febbraio

E solo il timore del peccato mi evita di sprofondare nella più grande disperazione. I cattolici hanno senso dell’umorismo? Ponendosi regolarmente questo interrogativo, si perde di vista il fatto che non ha alcun senso. La sola vera domanda possibile in effetti è: si può essere veramente cristiani senza averlo? Purtroppo il rischio è che molti nostri contemporanei e — cosa ancor più grave — molti credenti abbiano finito col pensarla così. Lo scrive Edmond Prochain aggiungendo che certo, a ciò si può obiettare con molti contro-esempi, ma è difficile negare che i cristiani sono oggi d’un serio che sfiora la costipazione. Non solo non osiamo più ridere veramente di noi stessi, ma (ed è una conseguenza) accettiamo sempre meno che altri lo facciano al posto nostro. Così la minima presa in giro scatena reazioni oltraggiate, se non addirittura grida di blasfemia o di cristianofobia.

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17 luglio 2018

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