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L’urgenza della pace in Siria

· All'udienza generale l'appello di Papa Francesco per l’inizio dei negoziati internazionali e la pregheira per l'unità fra i cristiani ·

Papa Francesco non ha voluto far mancare il suo personale sostegno al faticoso impegno della comunità internazionale per costruire la pace in Siria. Così durante l’udienza generale di questa mattina, mercoledì 22 gennaio, mentre a Montreux iniziava la conferenza internazionale per il Paese mediorientale — un prologo ai negoziati che dal prossimo 24 gennaio si svolgono a Ginevra e ai quali partecipa una delegazione della Santa Sede composta dall’arcivescovo Silvano M. Tomasi, osservatore permanente presso l’Ufficio delle Nazioni Unite e Istituzioni specializzate a Ginevra, e monsignor Alberto Ortega Martín, officiale della Segreteria di Stato — il Pontefice ha rinnovato il suo invito affinchè non sia risparmiato «alcuno sforzo per giungere con urgenza alla cessazione della violenza e alla fine del conflitto». Papa Francesco ha poi auspicato «un cammino deciso di riconciliazione, di concordia e di ricostruzione con la partecipazione di tutti i cittadini», invitandoli a vedere nell’altro «non un nemico, non un concorrente ma un fratello da accogliere e abbracciare».

Poco prima Papa Francesco aveva proposto ai fedeli presenti in piazza San Pietro per l’udienza generale, una riflessione sulla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, iniziata sabato scorso 18 gennaio.

Spiegate le origini di questa «iniziativa spirituale, quanto mai preziosa», capace ormai di coinvolgere tutte le comunità cristiane, il Pontefice ha denunciato «lo scandalo delle divisioni» che ancora permangono. «Il nome di Cristo — ha detto con vigore — crea comunione e unità, non divisione! Lui è venuto per fare comunione tra noi, non per dividerci». Anche perché che le divisioni, ha aggiunto, «indeboliscono la credibilità e l’efficacia del nostro impegno di evangelizzazione e rischiano di svuotare la Croce della sua potenza». Per raggiungere il dono dell’unità, ha concluso, occorre molta preghiera, umiltà, riflessione e continua conversione.

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14 ottobre 2019

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