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Haiti devastata
dall’uragano Matthew

· Si teme un disastro umanitario nelle zone colpite dal sisma del 2010 ·

Con piogge torrenziali e raffiche di vento fino a 230 chilometri orari, l’uragano Matthew si è abbattuto oggi su Haiti, provocando morte e devastazioni in un paese ancora in ginocchio dal terribile terremoto del 2010, in cui morirono oltre 220.000 persone.

Strade allagate nella capitale haitiana (Afp)

Il bilancio provvisorio è di almeno cinque vittime, migliaia di sfollati e un numero imprecisato di dispersi. Si teme, però, che le vittime possano essere molte di più. All’appello mancano infatti decine di persone e molte altre, hanno indicato i soccorritori, si sono rifiutate di lasciare le proprie case, nonostante i numerosi appelli delle autorità locali. Isolato il sud del paese dopo il crollo di un ponte che collegava il comune di Petit-Gôave alla capitale, Port-au-Prince. Nella città portuale meridionale di Les Cayes, decine di abitazioni sono state completamente rase al suolo dalla furia dell’uragano, di categoria 4 su 5 sulla scala Saffir-Simpson. La situazione è particolarmente grave per migliaia di haitiani che vivono ancora in tende e baracche dopo il sisma del gennaio del 2010. Circa 10.000 persone sono state trasferite nei centri di accoglienza appositamente allestiti, mentre gli ospedali sono ricolmi di feriti e a corto di acqua e medicine. L’Unicef ha lanciato un allarme per oltre quattro milioni di bambini. Contemporaneamente ad Haiti, l’uragano ha sferzato la Repubblica Dominicana, uccidendo quattro persone. Matthew — l’uragano più potente degli ultimi dieci anni sui Caraibi — si sta ora dirigendo verso Cuba, dove dovrebbe toccare terra all’alba di domani. Le autorità dell’Avana hanno già fatto sgomberare più un milione di persone dalla regioni costiere. A detta degli esperti meteorologi, proseguirà poi verso le Bahamas e gli Stati Uniti, dove è atteso venerdì in Florida, Georgia, al Nord e Sud Carolina fino allo stato di New York.

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