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L’uomo non è una merce

· Nel messaggio per la campagna di fraternità in Brasile il Papa denuncia il traffico di persone e la violenza nelle famiglie e all’udienza generale indica nella quaresima l’occasione per uscire dall’assuefazione al male ·

Non si può restare impassibili sapendo che esistono esseri umani trattati come merce, bambini adottati per l’espianto degli organi, donne ingannate e avviate alla prostituzione, lavoratori senza diritti e senza voce: «Questo è traffico umano». È una forte denuncia dei più gravi delitti contro l’umanità il nucleo centrale del messaggio di Papa Francesco in occasione della consueta campagna di fraternità che segnerà in Brasile l’itinerario quaresimale. 

Reso noto la mattina del 5 marzo, mercoledì delle Ceneri, il messaggio del Papa — prendendo spunto dal tema «Fraternità e traffico umano» proposto per la campagna dai vescovi brasiliani — passa in rassegna le piaghe che deturpano il volto non solo di quanti sono trattati come merce o «come un oggetto, esposto per vendere un prodotto o per soddisfare desideri immorali», ma anche di quanti restano impassibili dinanzi a queste cose. E invoca la necessità di un profondo esame di coscienza attraverso il quale prendere coscienza che «la dignità umana è identica in ogni essere umano».

È quanto in sostanza il Pontefice ha raccomandato anche questa mattina ai fedeli riuniti in piazza San Pietro per l’udienza generale. A loro ha proposto l’immagine del cuore che si narcotizza a causa dell’«assuefazione a comportamenti non cristiani». E la Quaresima è proprio un tempo forte, ha detto, da vivere come occasione per «uscire dalle abitudini stanche e dalla pigra assuefazione al male».

Due gli inviti ai quali, secondo il Papa, i cristiani devono rispondere. Il primo è prendere consapevolezza delle «meraviglie del Signore» e offrire di conseguenza il proprio personale impegno di conversione. Più impegnativo appare il secondo: vivere fino in fondo il proprio battesimo. Il che significa per il Pontefice non abituarsi alle situazioni di degrado e di miseria che incontriamo camminando per le strade delle nostre città e dei nostri paesi. «C’è il rischio — ha messo in guardia — di accettare passivamente certi comportamenti e di non stupirci di fronte alle tristi realtà che ci circondano. Ci abituiamo alla violenza, come se fosse una notizia quotidiana scontata; ci abituiamo a fratelli e sorelle che dormono per strada, che non hanno un tetto per ripararsi. Ci abituiamo ai profughi in cerca di libertà e dignità, che non vengono accolti come si dovrebbe». Di qui nasce l’esigenza della conversione dei cuori.

Il testo del messaggio del Papa per la campagna di fraternità in Brasile

Il testo della catechesi del Papa all'udienza generale

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17 luglio 2019

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