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L’universitas
e la vera cultura

· Per scongiurare l’accumulo indiscriminato di dati e nozioni ·

La canonizzazione del cardinale John Henry Newman è, per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, motivo di grande gioia e fonte di speciale incoraggiamento nel quotidiano sforzo per concretizzare una “idea di università” che sia anzitutto esperienza educativa di ricerca, conservazione e trasmissione intergenerazionale del sapere per il bene della società.

Ritratto giovanile di John Henry Newman

Le riflessioni del nuovo santo, che fu tra i principali riferimenti del nostro fondatore padre Agostino Gemelli, ebbero infatti un ruolo decisivo nella successiva definizione dello statuto degli atenei cattolici, a partire dalla loro dimensione di comunità aperte, nelle quali ciascuno studente e docente, pur dedito a coltivare le discipline di elezione, potesse respirare un complessivo e vivificante clima di dialogo e sintesi tra i molteplici orizzonti della conoscenza. D’altra parte, per il filosofo e teologo inglese, l’essenza stessa dell’universitas consiste nell’essere «un luogo per l’insegnamento del sapere universale», il cui «oggetto è, da un lato, intellettuale e non morale», e dove prioritariamente si perseguono «la diffusione e l’estensione del sapere piuttosto che il suo progresso».

In tal senso, alle istituzioni di alta formazione si chiede soprattutto di contribuire alla edificazione di personalità capaci di acquisire criticamente conoscenze e competenze da impiegare nella ricerca del bene comune.

Questa visione della vita universitaria, fondata su una concezione integrale della persona, mantiene oggi intatto il proprio valore, e anzi assume inedita e ulteriore rilevanza in un contesto generale sempre più orientato a puntare quasi esclusivamente sull’aspetto tecnico-professionalizzante della formazione superiore e sulle ricadute applicative della ricerca scientifico-tecnologica. E, d’altra parte, la vera conoscenza non può arrestarsi, secondo Newman, all’accumulo indiscriminato di dati e nozioni, ma è chiamata a organizzare e valutare metodicamente tali acquisizioni al fine di coglierne sia le reciproche relazioni, sia il loro nesso con la totalità del reale.

Avviandosi verso l’ormai imminente traguardo che dai suoi primi cent’anni di vita, l’Ateneo dei cattolici italiani esprime tutta la propria gratitudine per il prezioso lascito del Pensatore elevato agli altari da Papa Francesco, rinnovando l’impegno a offrire ai propri studenti, insieme a tutte le conoscenze e competenze specialistiche necessarie, una visione unificata e unitaria della realtà, affinché siano aiutati, scriveva ancora Newman: «A ricoprire i loro rispettivi posti nella vita in maniera migliore».

di Franco Anelli
Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

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19 novembre 2019

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