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L’unità
si fa camminando

· Nel dialogo con pentecostali ed evangelicali ·

Nell’anno della commemorazione comune dei 500 anni della riforma di Lutero non mi sarà facile attirare l’attenzione sulle relazioni tra cattolici, pentecostali ed evangelicali. Eppure sulle vie del mondo è mille volte più probabile che un cattolico incontri — o si scontri — con un pentecostale o un evangelico che con un luterano. 

La “pentecostalizzazione” del cristianesimo è un dato di fatto che ci pone di fronte a un modo di essere cristiani con una spiritualità — culto, musica e devozione — un approccio missionario e una forma teologica — testimonianza — propri, con i quali entriamo in contatto direttamente o indirettamente più sovente di quanto possiamo immaginare.

Se l’unità dei cristiani è volontà di Cristo, e cattolici e pentecostali sono i due gruppi cristiani più numerosi al mondo, allora la promozione delle relazioni tra cattolici e pentecostali si presenta come uno dei campi privilegiati di lavoro e la sua mancanza pone un grave problema a tutte le latitudini. Non pochi sostengono che il terreno non è pronto. Molti cattolici e molti pentecostali si ignorano e patiscono per questo, spesso non sono favorevoli al dialogo, persistono avversione e diffidenza reciproca e la consapevolezza di questa situazione fa sì che molti si dileguino senza neanche tentare di cambiare le cose.

di Juan Fernando Usma Gómez

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18 marzo 2019

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