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Unità
della preghiera

· ​A Mosca la reliquia di san Nicola ·

I primi rintocchi sono stati quelli del Cremlino. Poi a seguire tutte le campane delle chiese di Mosca hanno salutato l’arrivo da Bari della reliquia di san Nicola, vescovo di Myra e taumaturgo, santo della Chiesa indivisa, uno tra i più venerati dai fedeli ortodossi. Un «evento storico», lo ha definito il patriarca di Mosca, Cirillo, presiedendo la celebrazione dei vespri della domenica in una affollata cattedrale di Cristo Salvatore, dove la reliquia rimarrà fino al 12 luglio, per poi venire trasferita presso la laura di Aleksandr Nevskij a San Pietroburgo, dove sarà esposta alla venerazione fino al 28 luglio, data del suo rientro in Italia. 

Un evento storico, dunque, e non solo perché si tratta della prima volta in quasi mille anni che una reliquia di san Nicola lascia la città pugliese. Si tratta, infatti, di un evento particolarmente sentito dai fedeli ortodossi, che anche questa mattina in centinaia si sono messi in fila per rendere omaggio al santo, la cui presenza spirituale è ritenuta decisiva nella tormentata storia del cristianesimo russo. Si pensi che in quasi tutte le case i fedeli conservano religiosamente tre icone, quella del Salvatore, quella della Vergine Maria e, appunto, quella raffigurante il santo vescovo di Myra.
«Quello che sta accadendo sotto i nostri occhi e con la nostra partecipazione è un evento veramente storico, dai molti significati. Forse non del tutto siamo in grado di percepire questi significati nella vita della nostra patria, della nostra gente, ma certamente questo storico evento influenzerà la vita della nostra Chiesa», ha detto Cirillo, che non ha mancato di ricordare come «questo evento meraviglioso non sarebbe mai diventato realtà», senza l’incontro fraterno avvenuto nel febbraio dell’anno scorso all’Avana con Papa Francesco: «Abbiamo deciso di incontrarci faccia a faccia e chiamare tutti a prestare attenzione al dramma del cristianesimo moderno, e non solo in Medio oriente, ma anche nei paesi che orgogliosamente si definiscono civilizzati, dove le persone rinunciano alle fondamenta cristiane della loro cultura, della loro civiltà». E proprio in quel contesto venne auspicato che una reliquia del santo tanto amato dal popolo ortodosso potesse giungere in Russia.

di Fabrizio Contessa

 

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19 marzo 2019

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