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L’Unione europea prepara sanzioni contro l’Iran

· Dopo la Russia anche la Cina disapprova l’estensione di misure unilaterali ·

Dopo gli Stati Uniti, anche l’Unione europea si appresta a imporre ulteriori sanzioni all’Iran, che colpiranno circa duecento tra entità e individui legati al regime: lo hanno riferito in via riservata fonti diplomatiche comunitarie, secondo cui le nuove misure di ritorsione per il controverso programma nucleare di Teheran saranno annunciate il primo dicembre prossimo, in occasione del Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Ue in programma a Bruxelles.

«Oltre duecento nomi supplementari saranno aggiunti alla lista» dei soggetti destinatari delle sanzioni, hanno spiegato le fonti anonime, aggiungendo che i Ventisette stanno valutando se estendere queste sanzioni a «nuove aree e settori industriali» rispetto a quelli già nel mirino. Per il momento comunque una decisione al riguardo non è ancora stata presa. Alla domanda se i Ventisette siano compatti sulle nuove misure contro Teheran, le stesse fonti si sono limitate ad assicurare che «sulle sanzioni a entità e individui, non ci sono divisioni».

Il pacchetto di misure comunitarie fa seguito a quelle già varate unilateralmente dagli Stati Uniti, dal Canada e dalla stessa Gran Bretagna sulla base del rapporto trimestrale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) all’Iran e presentato l’8 novembre. Nel documento si esprimono «profonde preoccupazioni» per l’emergere di elementi «credibili» sulle «attività attinenti allo sviluppo di un ordigno esplosivo nucleare» che l’Iran avrebbe «condotto».

Anche la Cina — dopo che ieri lo aveva affermato la Russia — si è detta contraria a nuove e più dure sanzioni contro l’Iran: a ribadirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino. «La Cina si è sempre opposta a sanzioni unilaterali contro l’Iran e si oppone ancora di più all’estensione di tali sanzioni», ha sottolineato Liu Weimin, aggiungendo che simili misure non risolvono la questione iraniana bensì «la complicano e la aggravano», minando la stabilità regionale. Il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino ha quindi esortato a intraprendere la via del dialogo e dei negoziati con Teheran.

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20 settembre 2019

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