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L’Unione europea cerca un’intesa sui migranti

· Arriva a Bruxelles il caso della nave Diciotti mentre in Italia è scontro politico ·

Un momento dello sbarco di minori non accompagnati dalla nave Diciotti (Reuters)

«Il nuovo caso della nave Diciotti su cui lavoriamo, mostra che non possiamo contare su accordi ad hoc per lo sbarco dei migranti, ma che c’è la necessità di soluzioni strutturali». Con queste parole, la commissione europea ha annunciato ieri di aver convocato per domani una riunione del cosiddetto “gruppo dei volenterosi”: Italia, Francia, Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Olanda, Belgio, Malta, Grecia, Irlanda. L’obiettivo è «concordare possibili soluzioni sui porti dove far arrivare i migranti soccorsi». Il caso della nave Diciotti ormeggiata al porto di Catania, dopo giorni in rada a Lampedusa, ha dunque riaperto una questione in realtà mai risolta. Ieri sera sono stati autorizzati a sbarcare solo 29 minori non accompagnati. Il ministero dell’interno italiano ha dato il via libera dopo giorni di accuse reciproche di mancata assunzione di responsabilità tra Italia e Malta. 

In questi giorni si sono susseguiti appelli al rispetto delle convenzioni internazionali che prevedono innanzitutto il soccorso di persone in difficoltà in mare e l’accoglienza di richiedenti asilo. Il ministro dell’interno, Matteo Salvini, ha ribadito la linea della chiusura dei porti italiani e ha invocato l’intervento dell’Ue, minacciando di far riportare i migranti in Libia. E a chi ha invocato il rispetto delle norme internazionali, ha spiegato che l’attuale governo è «pronto a cambiarle». Da queste posizioni ha preso però le distanze ieri il presidente della camera, Roberto Fico. «La giusta contrattazione con i paesi dell’Unione europea — ha affermato — può continuare senza alcun problema, adesso però le persone devono poter sbarcare. Non possono essere più trattenute a bordo, poi si procederà alla loro ricollocazione nella Ue». Secca la replica di Salvini a Fico: «Tu fai il presidente della Camera, io il ministro dell’interno di un governo che ha un programma ben preciso».

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