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L’unico parroco che divenne Papa

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Pio X tra storia e aneddotica

Ci sono non poche somiglianze tra la figura di Francesco e quella di Pio X, il suo predecessore che un secolo fa, all’alba del Novecento, occupò per undici anni la cattedra di Pietro (1903-1914). Ad avvicinare i due Pontefici sono le umili origini, la provenienza periferica rispetto a Roma, l’estraneità all’ambiente curiale, l’insofferenza per il trionfalismo ecclesiastico, il tratto diretto e immediato,  lo stile di vita sobrio e dimesso, l’interpretazione più pastorale che magisteriale del ruolo petrino. Potremmo aggiungere a queste affinità anche la circostanza eccezionale che per entrambi determinò l’elezione: per Francesco le dimissioni del predecessore, per Pio X il veto dell’impero d’Austria, che sbarrò la strada al favorito della vigilia, il cardinale Mariano Rampolla del Tindaro. Naturalmente le somiglianze si fermano qui, troppo lontani essendo i tempi di Pio X rispetto a quelli di oggi. Ma valgono se non altro a ricordarci che il papato, che vive da duemila anni senza essere mai stato interrotto da veri momenti di discontinuità, è in realtà un’istituzione più mobile di quanto non sembri a chi la osservi dall’esterno.

Pio X (che la storiografia ha troppo appiattito sulla vicenda modernista) fu uno di questi momenti di mobilità, cioè di novità, dell’istituzione. Dopo due lunghissimi pontificati, l’elezione d’un uomo che era stato parroco per quasi un ventennio, veniva dal popolo, conosceva solo le periferie della Chiesa e riusciva a far sentire a suo agio qualsiasi interlocutore, fu una novità che sconvolse le placide abitudini vaticane e affascinò i contemporanei. Su Giuseppe Sarto, questo il suo nome, fiorì perciò una sterminata aneddotica che è diventata parte della sua immagine storica. Un’aneddotica che è stata poi largamente confermata dalle centinaia di testimoni de visu chiamati a deporre nel corso del processo di canonizzazione, conclusosi, come è noto, con la beatificazione, avvenuta nel 1951, e con la santificazione, a opera di Pio XII, tre anni più tardi.

È a questa tradizione - intessuta di battute, facezie, piccoli episodi, ricordi personali, brani di discorsi e citazioni da lettere private - che ha attinto Nello Vian (1907-2000), autore di uno dei migliori libri sul Pontefice veneto. Un libro apparso nel 1977 a Treviso, presso un piccolo editore, Marton, e ripubblicato ora, in vista delle celebrazioni del centenario della morte: Avemaria per un vecchio prete. Intermezzi aneddotici lungo la vita di san Pio X (Padova, Edizioni Messaggero, pagine 207, euro 16).

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27 gennaio 2020

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