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​L’unico ovile

· ​Maria Elisabetta Hesselblad ·

L’esistenza di Maria Elisabetta Hesselblad, che il Papa canonizza domenica 5 giugno, si presenta sigillata da una semplice parola evangelica, incisa nel suo animo fin da bambina: «l’unico ovile». Maria Elisabetta racconta: «Quando ero molto piccola, andando a scuola e vedendo che i miei compagni appartenevano a molte chiese diverse, cominciai a domandarmi quale fosse il vero ovile perché avevo letto nel mio Nuovo testamento che ci sarebbe stato “un solo ovile e un solo pastore”». Un giorno, mentre pregava, una voce le rispose: «Sì, figlia mia, un giorno te lo indicherò». E «questa sicurezza — confida — mi accompagnò in tutti gli anni che precedettero la mia entrata nella Chiesa».

É l’imprinting scelto dal Padre per la sua missione nella vita che, via via, andrà specificandosi: l’anelito del ritorno all’unità, nella forma concreta e storica della casa di santa Brigida a Roma. Un cammino che però non procede, da un punto di vista umano, in maniera rettilinea. Eppure giungerà alla meta, attraverso un duplice percorso che comincia toccando mezzo mondo, dalle Americhe all’Europa, per poi ripartire in una spirale di ritorno sul mondo intero, nell’azione congiunta e concatenata con quella delle sue figlie spirituali.

di Cristiana Dobner

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21 maggio 2019

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