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L’Unicef condanna la strage dello scuolabus in Yemen

· In tre anni di guerra morti più di duemila bambini ·

Condannando il «terribile attacco» di ieri contro uno scuolabus che ha provocato una strage di bambini nel nord ovest dello Yemen, l’Unicef ha ricordato oggi che dallo scoppio del conflitto nel 2015 quasi 2400 bambini sono stati uccisi, più di 3600 feriti, di cui molte centinaia sono rimasti mutilati.

Ieri decine di bambini sono stati uccisi o feriti dal bombardamento della coalizione internazionale a guida saudita a Dahyan, nella provincia di Sa’ada, roccaforte dei ribelli sciiti Houthi nel nord ovest del paese. È stato colpito un autobus che stava attraversando un affollato mercato.Johannes Bruwer, capo del Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) in Yemen, che gestisce un ospedale in loco, ha detto che la maggior parte delle vittime hanno meno di 10 anni.

In precedenza autorità tribali locali avevano parlato di una ventina di morti, mentre il ministero della salute degli stessi Houthi, che controllano la capitale Sana’a, ha fornito un bilancio di 43 morti e 63 feriti. Da parte sua, la coalizione a guida saudita, che dal marzo del 2015 è intervenuta contro gli Houthi in Yemen a sostegno del governo del presidente internazionalmente riconosciuto Abd Rabbo Mansur Hadi, ha negato di avere preso di mira i civili. Il portavoce dell’alleanza, colonnello Turki al Malki, ha parlato di una azione militare legittima diretta contro miliziani armati, sostenendo che «se sono rimasti uccisi dei bambini è perché gli stessi ribelli se ne fanno scudo per le loro azioni terroristiche».

Intanto, il Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg) — di cui fanno parte Arabia Saudita, Qatar, Oman, Emirati Arabi, Bahrein e Kuwait — ha annunciato che si riunirà lunedì 13 agosto ad alto livello a Riad, in Arabia Saudita, per discutere possibili soluzioni politiche al conflitto in Yemen.

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