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L’unica parola giusta è pace

· Accorato appello del Papa per l’Ucraina martoriata da un’orribile violenza fratricida ·

È uno scandalo che si combatta una guerra tra cristiani

Nuovo appello di Papa Francesco per l’Ucraina, dilaniata da un’«orribile violenza fratricida» che continua a mietere vittime soprattutto tra i civili. All’udienza generale di mercoledì 4 febbraio il Papa è tornato a chiedere che «si faccia ogni sforzo — anche a livello internazionale — per la ripresa del dialogo, unica via possibile per riportare la pace e la concordia in quella martoriata terra».

Al testo già preparato il Pontefice ha voluto aggiungere a braccio espressioni forti e significative. «Quando io sento le parole “vittoria” o “sconfitta” — ha confidato ai fedeli riuniti nell’Aula Paolo vi — sento un grande dolore, una grande tristezza nel cuore. Non sono parole giuste; l’unica parola giusta è “pace”. Questa è l’unica parola giusta». Quindi, rivolgendosi direttamente alla popolazione del Paese, ha detto: «Io penso a voi, fratelli e sorelle ucraini... Pensate, questa è una guerra fra cristiani! Voi tutti avete lo stesso battesimo! State lottando fra cristiani. Pensate a questo scandalo. E preghiamo tutti, perché la preghiera è la nostra protesta davanti a Dio in tempo di guerra».

In precedenza, proseguendo nelle catechesi dedicate alla famiglia, Francesco aveva ripreso la riflessione sul ruolo dei padri già avviata nella precedente udienza. Un ruolo che il Papa ha rilanciato richiamando l’esperienza di san Giuseppe e descrivendo la figura di un padre sempre «presente nella famiglia» per condividere con la moglie «gioie e dolori, fatiche e speranze», e per accompagnare i figli nel cammino della crescita. Per il Pontefice il padre deve essere soprattutto paziente e saper «attendere e perdonare dal profondo del cuore».

Questo, ha precisato, non significa mostrarsi «debole, arrendevole, sentimentale», ma diventare capaci di «correggere con fermezza», perché «il padre che sa correggere senza avvilire è lo stesso che sa proteggere senza risparmiarsi». Da qui l’invito a trovare coraggio e ispirazione nella preghiera del Padre Nostro, perché quanti vivono «in prima persona la paternità» siano per i giovani «custodi e mediatori insostituibili della fede nella bontà, nella giustizia e nella protezione di Dio».

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20 luglio 2019

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