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Lunga scia di sangue in Nigeria

· Bomba nello stadio di una città del nord causa quaranta morti ·

Liberati i sacerdoti e la suora rapiti in Camerun

Abuja, 2. Non si ferma la scia di sangue in Nigeria. Ieri sera una bomba è esplosa in uno stadio di calcio a Mubi, nel nord del Paese, causando la morte di quaranta persone. Altre vittime dunque si vanno ad aggiungere alla lunga lista che, solo nelle ultime due settimane, ha contato oltre duecento morti in una serie di attentati compiuti da Boko Haram, il gruppo di miliziani estremisti che sta imperversando e seminando panico soprattutto nel nord del Paese.

L’immagine di repertorio di un attentato attribuito a Boko Haram (Reuters)

Sono stati intanto liberati, nella notte tra sabato e domenica, i due sacerdoti missionari vicentini, Giampaolo Marta e Gianantonio Allegri, e la suora canadese, Gilberte Bussier, rapiti il 5 aprile scorso in Camerun: il loro sequestro non era mai stato rivendicato anche se i sospetti erano subito caduti proprio su Boko Haram. Il direttore della Sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha sottolineato che Papa Francesco, che dall’inizio aveva seguito la drammatica vicenda, è stato tempestivamente informato del rilascio.

Ma l’attentato dinamitardo compiuto ieri nello stadio di Mubi non è stato l’unico fatto di sangue del fine settimana in Nigeria: sabato, secondo quanto hanno riferito fonti locali, numerose persone sono rimaste uccise in attacchi di Boko Haram in quattro villaggi dello Stato del Borno (lo stesso dove sono state rapite centinaia di liceali per la cui liberazione si è mobilitata l’intera comunità internazionale).

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15 settembre 2019

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