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L’ultimo stipendio
di Raffaello

· In un documento ritrovato nell’Archivio Segreto Vaticano ·

È generalmente complesso, per uno studioso, far comprendere al grande pubblico la valenza storica di certe piccole notiziole che galleggiano qua e là, nel mare magnum di una qualsivoglia ricerca. Ogni tanto però il destino, ama far capolino fra le sudate carte, facendo assurgere un comune, ripetitivo atto notarile, a illuminazione sugli usi e costumi di un’epoca.

Parafrasando il noto romanzo di Umberto Eco, potremmo definire il titolo di questa rappresentazione «In nome di Raffaello» visto che l’obbligazione pecuniaria oggetto del documento in questione, riguarda proprio il celebre Urbinate e l’omicidio in un convento. Stiamo parlando di un atto notarile ritrovato nell’Archivio Segreto Vaticano all’interno del complesso documentario della Camera apostolica, più esattamente nel fondo denominato Secretaria Camerae 209 ai fogli 131 recto e verso (di cui riportiamo in pagina una traduzione dal latino).

E tanto per rendere più intrigante la questione, anticipiamo che l’artista ricevette una considerevole somma appena un mese prima di morire, in quanto l’atto è stato rogato nel giorno 8 marzo 1520. Ce ne sarebbe forse abbastanza per sospettare di chissà quali oscuri intrighi e trame. Ma niente di tutto questo. Nell’atto in realtà, vi è la descrizione di un costume tipico dell’epoca, utilizzato nelle transazioni economiche tra le classi nobili, le case regnanti e gli altri ceti, all’esercizio del quale non sfuggiva ovviamente la potestà pontificale, esercitata attraverso la Camera Apostolica.

E il documento ritrovato certifica l'ultimo compenso finora conosciuto ricevuto da Raffaello Sanzio: sono i 1000 ducati d'oro incassati per la realizzazione delle Logge Vaticane nel 1519.

di Pierluigi Amen

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22 ottobre 2019

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