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Lullo
maestro di dialogo

· Rilettura del pensiero del filosofo catalano ·

Conversione di Lullo, miniatura dall’«Electorium parvum seu Breviculum» (1321, particolare)

Lullo laicus illuminatus. È il titolo del volume recentemente pubblicato dalla rivista «Antonianum», periodico della Pontificia Università omonima: una monografica di articoli, dedicati all’eccezionale figura di Raimondo Lullo (1232-1316), da sempre caro alla tradizione francescana, sebbene mai etichettato come francescano. L’omaggio, offerto nel 2017 dalla Scuola superiore di studi medievali e francescani dell’Antonianum al fecondo pensatore catalano, accende i riflettori su un anticipatore della modernità laica, scientifica, plurireligiosa e pluriculturale, caratteristiche di una sconvolgente attualità, che una serie considerevole di pubblicazioni, cui si aggiungono, nel corso degli ultimi anni, diverse mostre, curate da importanti istituzioni accademiche, hanno contribuito a mettere in luce.

Al riguardo, la stessa rivista «Antonianum» si è distinta per sensibilità nei confronti della proposta culturale espressa dal maiorchino, consacrandogli ben due monografie nel corso di un solo biennio. L’interesse di Raimondo Lullo per il valore della laicità, per il valore della dimensione naturale e, quindi, per la necessità della sua conoscenza, mediante metodo empirico, dimostra grande sintonia con una visione teologica della natura, una teologia della creazione, cui fa appello Papa Francesco nel secondo capitolo della Laudato si’, dal suggestivo titolo Il vangelo della creazione. Lo sviluppo di una teologia della creazione si impone oggi con urgenza sia per dare fondamento plausibile al dialogo tra teologia e scienze empiriche, sia per dare dignità di materia teologica alla riflessione, che ispira la cura della casa comune, raccomandata dalla Laudato si’.

Come ricorda infatti Papa Francesco non si può concepire un intervento efficace a beneficio dell’ambiente naturale e umano se prima non si trova una convergenza dei saperi, se non si realizza un nuovo umanesimo, che superi gli steccati tra le scienze, diventate spesso autoreferenziali, chiuse e quindi incapaci di interagire correttamente con la realtà politica, sociale e ambientale. Un’ecologia integrale, umana e ambientale, presuppone, perciò, una conoscenza integrale, un pensiero integrale, frutto maturo di una comunità scientifica fraterna, come è fraterna la famiglia delle creature, che a Francesco d’Assisi suscita la lode al Signore del cosmo e della storia.

L’interdisciplinarietà aperta e sinergica si dimostra, tra l’altro, il tema portante della nuova Costituzione apostolica circa le università e le facoltà ecclesiastiche Veritatis gaudium: «È senz’altro positiva e promettente l’odierna riscoperta dell’interdisciplinarietà; non tanto nella sua forma debole di semplice multidisciplinarietà (…) quanto piuttosto nella sua forma “forte” di transdisciplinarietà, come forma di collaborazione e fermentazione di tutti i saperi entro uno spazio di Luce e di vita offerto dalla Sapienza» (ibidem 4, c).

Lullo non è solo un laico che fa filosofia (Alessandra Baldelli), ma un pensatore che produce filosofia secondo una modalità laica, con un linguaggio da simplex o rudis, da illitteratus, e, inoltre, concepisce una filosofia per laici, trattando cioè di temi adeguati ai suoi destinatari, coinvolti nella politica, nelle arti, nell’economia e perfino nella medicina (Massimo Pasquale Cogliandro). In questo modo egli giunge perfino a congetturare una vera e propria filosofia della natura.

Lullo, che si interessa all’essere umano come parte del creato, che è sensibile alle arti meccaniche, alla musica e perfino alla danza, si interroga anche sul rapporto tra filosofia e teologia. Con il tema della laicità del linguaggio, del sapere e della stessa teologia, Lullo sviluppa inoltre un’interessante riflessione sul femminile, che in molti aspetti anticipa la sensibilità moderna. Per Lullo, l’universalità del linguaggio è garantita dal simbolo dei numeri, che applica anche ai decreti di fede.

Immagina, infatti, una dottrina comunicabile a tutti, alla portata di tutti, per questo si adopera anche in favore dello studio delle lingue. Simbolica laica dei numeri e linguaggi sono gli ingredienti di una visione integrale della realtà. L’universalità del sapere di Lullo, come spiega Armando Nasti, intende avvalersi della speculazione di Ruggero Bacone e di Agostino di Ippona, in antitesi alla rigida autonomia della ragione proposta dall’averroismo aristotelico, che mette a rischio il progetto lulliano di radunare tutta l’umanità in un unico credo, illuminato dalla luce di Cristo.

di Giuseppe Buffon

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20 agosto 2019

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