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L’ulivo
dei bambini

· All’udienza generale ·

Un grande albero di ulivo secolare del Gargano in dono al Papa «come segno di speranza per il mondo». Sono stati i bambini pugliesi della scuola elementare di Cagnano Varano a lanciare questa semplice ma significativa iniziativa: un vero e proprio “girotondo dell’amicizia” attorno a un ulivo, con il suo forte simbolismo di pace. E i piccoli hanno coinvolto i loro coetanei di Carpino e Ischitella, nel foggiano, ma anche di Milano e di Salvaterra (Reggio Emilia), scegliendo di chiamare il progetto «Amicoulivo albero dell’amicizia». L’ulivo, alto oltre 6 metri con un diametro di 3 metri, sarà ora piantato nei Giardini vaticani. A rendere possibile l’iniziativa ci hanno pensato la parrocchia di San Francesco a Cagnano Varano, l’associazione “La montagna del sole” e l’Associazione trekking acquatico, insieme alle scuole frequentate dai bambini.

Per raccontare la possibilità di una «finanza etica» era presente all’udienza Heiner Leberling, rappresentante della Steyler Ethik Bank, fondata nel 1964 e gestita dai missionari Verbiti con il motto Wo Geld Gutes schafft, “Dove il denaro crea cose buone”. Infatti, spiega Leberling, «tutti i profitti della banca sono utilizzati per finanziare progetti solidali nel mondo, in risposta all’appello di Papa Francesco, nell’enciclica Evangelii gaudium, a far sì che il denaro non serva per prevalere». E «con questo stile di chiarezza — prosegue — molti clienti della banca rinunciano a una parte dei loro profitti a favore dei progetti di carità dei missionari Verbiti: tanto che donazioni dei clienti e redditi delle fondazioni hanno consentito di raccogliere circa 100 milioni di euro che sono stati tutti investiti in iniziative solidali».

Con un incoraggiamento Francesco ha accolto i venticinque rettori e vicerettori dei seminari maggiori dei territori di missione, a Roma per il primo corso di formazione organizzato dalla Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli. Accanto a loro le figlie di Maria Ausiliatrice che hanno voluto celebrare con il Papa i 50 anni della fondazione del Centro italiano delle opere femminili salesiane per la formazione professionale. Un’istituzione che continua a dare concrete prospettive di occupazione.

Un abbraccio particolare Francesco ha riservato a malati e disabili e anche ai tanti bambini e ragazzi. Tra loro Christian ed Edoardo, della parrocchia di San Giovanni a Giussano, che gli hanno scritto una lettera ricevendo l’invito a incontrarlo all’udienza. E gli scout di Villanova, un paesino del Bolognese in cui, in pratica, tutti hanno il fazzolettino dell’Agesci.

Gli atleti delle Fiamme Gialle, invece, hanno accompagnato in piazza San Pietro i venticinque studenti dell’istituto Alessandro Volta di Lodi, ospiti nel centro sportivo di Castelporziano per il campus «Sport e legalità. La scuola in cattedra» che coinvolge la regione Lombardia con l’ufficio scolastico e, appunto, i campioni della Guardia di Finanza. E così ai giovani verranno presentate l’attività della Guardia di Finanza, in prima linea nella promozione della legalità, ma anche le caratteristiche di uno sport “pulito”, caratterizzato da fair play e lotta a ogni tipo di doping. A questo primo campus seguiranno subito altri due. «L’ascolto della parola del Papa è un punto centrale del nostro progetto concreto nelle scuole» spiegano gli atleti delle Fiamme Gialle.

E giovani erano anche i 143 cresimandi della diocesi di Grosseto venuti con il vescovo Rodolfo Cetoloni, che dopo aver incontrato il Pontefice hanno partecipato alla messa presso la tomba di Pietro.

Significativo poi, l’incontro del Pontefice con tre monaci buddisti venuti dallo Sri Lanka: Vijayarajapura Silawansa Thero, Kotikawattha Dhammananda Thero e Mathale Anomadassi Thero.

L’attore e regista Pierfrancesco Diliberto — in arte Pif — ha presentato a Francesco il suo ultimo romanzo. In realtà, confida, «due anni fa avevo annunciato al Papa l’idea di scrivere, da agnostico che è andato a scuola dai salesiani, questo libro in cui c’entra la fede e il mondo cattolico».

Francesco ha, inoltre, benedetto una statua di san Vincenzo Ferrer, portata in piazza da don Ennio Grossi, sacerdote della diocesi di Avezzano.

Prima dell’udienza generale, a Santa Marta, il Papa ha salutato i dipendenti della Sala stampa della Santa Sede che hanno collaborato alla riuscita del meeting sulla tutela dei minori nella Chiesa, svoltosi dal 21 al 24 febbraio. Quindi, nell’auletta dell’Aula Paol0 vi, ha incontrato le persone con disabilità intellettive che, in Belgio, stanno dando vita alla straordinaria esperienza di un coro, attraverso l’impegno di Filip Zutterman, operatore pastorale dell’arcidiocesi di Bruxelles, con le associazioni Koor & Stem e Expertisecentrum dementie Vlaanderen.

«Il nostro coro — spiega Zutterman — è ormai un “ambasciatore” che, attraverso il canto, contribuisce a testimoniare che le persone con disabilità mentali non sono condannate a vivere in un reparto ospedaliero o in una struttura protetta, ma hanno l’opportunità di fare esperienze di vita in libertà e nel rispetto della loro dignità». Il coro sarà a Roma fino al 6 aprile, per una serie di concerti. (giampaolo mattei)

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