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Lula dichiarato incandidabile

· La decisione del tribunale elettorale brasiliano ·

L’ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, che attualmente sta scontando in carcere una condanna per corruzione, non potrà partecipare alle elezioni presidenziali di ottobre. Lo ha deciso ieri il Tribunale elettorale brasiliano. Il Partito dei lavoratori il mese scorso aveva indicato Lula come suo candidato, sebbene ad aprile l’ex capo di stato fosse entrato in un penitenziario per scontare una condanna a dodici anni di reclusione. Il procuratore generale Raquel Dodge e diversi parlamentari avevano presentato ricorso contro la sua candidatura. Durante la lunga sessione del Tse, che è durata oltre dieci ore, i sette magistrati incaricati di decidere hanno convenuto che Lula risulta «ineleggibile» in base alla cosiddetta «legge della scheda pulita», che vieta ai cittadini condannati in secondo grado da un tribunale collegiale di presentarsi come candidati alle elezioni. Edson Fachin, l’unico magistrato che si è espresso a favore della candidabilità di Lula, lo ha fatto in base alla richiesta presentata dal Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite alle autorità brasiliane, perché garantissero all’ex presidente il pieno esercizio dei suoi diritti civili finché non saranno esauriti tutti i ricorsi riguardo alla sua condanna. Secondo Fachin — spiega la stampa brasiliana — la richiesta dell’organismo era vincolante per le autorità brasiliane. I suoi colleghi hanno invece ritenuto che la sollecitazione del Comitato non dovesse essere seguita obbligatoriamente. Malgrado la detenzione i sondaggi più recenti assicurano all’ex presidente un consenso di circa il quaranta per cento della popolazione, con un ampio vantaggio rispetto agli altri candidati. Il Partito dei lavoratori, dal canto suo, ha annunciato che intende ancora lottare al fine di presentare Lula alle presidenziali. Lula comunque potrebbe essere sostituito con il candidato alla vicepresidenza, l’ex sindaco di San Paolo Fernando Haddad, a sua volta accusato di corruzione e riciclaggio in merito ai lavori di ristrutturazione di una sua abitazione, pagati da un’azienda che intendeva ottenere contratti di appalto dal gigante petrolifero di stato Petrobras.

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17 agosto 2019

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