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L’uguaglianza
ha radici bibliche

· Programma della Christian Conference of Asia per superare la discriminazione femminile ·

Sempre e comunque contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne per essere fedeli testimoni della Parola di Dio: con queste parole si può riassumere il programma Ecumenical Women’s Action Against Violence (Ewaav), promosso dalla Christian Conference of Asia (Cca). Il programma della Cca, organizzazione fondata nel 1957 raccogliendo oltre cento denominazioni cristiane, dalla Nuova Zelanda all’Iran, dall’Australia al Pakistan, fa parte di una testimonianza ecumenica che vuole intervenire nella vita delle Chiese e, soprattutto, nella società per rimuovere ogni ostacolo alla costruzione di una pace, fondata sul pieno rispetto dei diritti umani. Tra questi diritti, come ha ricordato il reverendo Mathews George Chunakara, segretario generale della Cca, un posto del tutto privilegiato può e deve essere riservato alla piena uguaglianza delle donne rispetto agli uomini.

Il programma Ewaav si è proposto, fin dall’inizio, di rimuovere ogni discriminazione di genere, sottolineando l’urgenza di un’azione ecumenica con la quale offrire strumenti e spazi per un dialogo in grado di far comprendere sempre meglio alle comunità locali quanto sia importante proprio per l’efficacia dell’annuncio della Parola di Dio il superamento di ogni forma di violenza nei confronti delle donne. Anche grazie all’Ewaav, infatti, si è affermata l’idea che si devono moltiplicare le occasioni di lavoro comune tra uomini e donne per raggiungere lo scopo di un’uguaglianza di genere in modo da eliminare quella violenza che è contraria alle Sacre Scritture, che costituiscono la fonte privilegiata del programma.

Accanto alla lotta contro la piaga della prostituzione, soprattutto quella minorile, e delle precarie condizioni di lavoro femminile, che costituiscono un ostacolo all’uguaglianza, la Cca è impegnata anche nella rimozione di quelle forme di discriminazione che si manifestano, ancora, all’interno delle stesse comunità cristiane, impendendo l’assunzione di ruoli di responsabilità da parte delle donne. La rilettura di alcune importanti figure bibliche, da Rut a Debora, ha favorito questi percorsi per un ripensamento delle dinamiche uomo-donna nella vita delle comunità locali.

Parte centrale del programma sono gli incontri a livello locale, organizzati per la condivisione di esperienze, dalla denuncia della violenza, con tutte le difficoltà che questo comporta per i singoli e per le comunità locali, alla definizione di progetti con i quali costruire una comunione ecclesiale nella quale le donne abbiano un ruolo sempre più attivo. Per questo sono stati promossi due incontri locali, uno a Jakarta (22-24 luglio) e un secondo a Timor Orientale (26 luglio) proprio per valutare e per sostenere quanto viene fatto dalle comunità locali, spesso con il sostegno della Chiesa cattolica, con la quale si è sviluppata una profonda sintonia nella lotta contro ogni forma di violenza in nome dell’obbedienza alla missione di annunciare l’evangelo.

Per la Cca l’impegno per un sempre più attivo coinvolgimento delle donne nella vita della Chiesa non si limita a una campagna tanto capillare per la denuncia di ogni forma di violenza, ma ha assunto anche una dimensione prioritaria nell’azione ecumenica in Asia. Per questo si è deciso di organizzare un’assemblea ecumenica delle donne in Asia, che si terrà a Hsinchu (Taiwan) dal 21 al 27 novembre 2019. Per questa assemblea, che sarà la prima organizzata dalla Cca, si è scelto di affrontare il tema «Alzati e svegliati per riconciliare, rinnovare e restaurare la creazione». Un modo ulteriore per riaffermare le radici bibliche che devono guidare i cristiani a costruire una società nella quale valorizzare i doni delle donne, rimuovendo ogni forma di discriminazione.

di Riccardo Burigana

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15 dicembre 2019

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