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L’Ue rilancia il dialogo sui migranti

· Una serie di incontri convocati dalla presidenza di turno austriaca con alcune proposte operative ·

Operazione di soccorso nel Mediterraneo

Sulla questione migranti, l’Unione europea tenta di riprendere il dialogo: la presidenza austriaca ha convocato, per oggi, una riunione straordinaria dei consiglieri di giustizia e affari interni e il presidente di turno del consiglio di difesa, il ministro Mario Kunasek, domani presenterà ai suoi omologhi dei 28 stati membri, riuniti a Vienna, un documento con alcune proposte sul controllo delle frontiere esterne. Tra queste l’ipotesi di impiegare militari a supporto di Frontex — quindi sotto guida civile — per logistica, trasporto, e ricognizioni.

Il clima non è dei migliori. C’è da riprendere il confronto dopo il mancato accordo sulla ripartizione dei migranti della nave Diciotti durante la riunione di venerdì 24 agosto e dopo il nulla di fatto che si è registrato anche ieri all’incontro degli ambasciatori del Comitato politico e di sicurezza (Cops).

In questa fase, la priorità in discussione è la modifica — chiesta dall’Italia — del piano operativo sui porti di sbarco dei migranti soccorsi dalle navi di EunavForMed Sophia, secondo il quale l’approdo è sempre sulle coste dell’Italia, paese che fino alla fine dell’anno ha il comando della missione. Il governo italiano, a guida Lega e Movimento 5 stelle (M5s), vorrebbe un cambiamento entro fine agosto e su questo preme da settimane in particolare il ministro dell’interno Matteo Salvini. Gli altri paesi europei, però, non riescono a raggiungere un’intesa. 

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19 ottobre 2019

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